È partita con grande partecipazione la diciannovesima edizione del Reggio Calabria Film Festival, che per sei giorni animerà la città tra proiezioni, masterclass e incontri aperti al pubblico. Una rassegna che non solo guarda al futuro del cinema, ma che sceglie di fondare la sua narrazione sull’identità e sulla memoria del territorio.

Il direttore generale Michele Geria ha spiegato il senso del claim di quest’anno, «Bellezza eterna e identità viva», richiamando figure chiave della storia reggina: Corrado Alvaro, ricordato anche nel suo poco noto ruolo di sceneggiatore, e Giuseppe De Nava, politico e mecenate che contribuì alla ricostruzione della città dopo il terremoto del 1908 e donò alla cittadinanza la Biblioteca comunale intitolata al fratello Pietro. «Un festival come il nostro – ha sottolineato Geria – pone l’attenzione sulla cultura calabrese e sui giovani talenti che un giorno potrebbero diventare i nuovi protagonisti della scena cinematografica».

Il direttore artistico Gianlorenzo Franzì ha rimarcato la centralità di Reggio e della Calabria come terra di cinema, capace di unire letteratura, archeologia, arte e audiovisivo in una nuova narrazione culturale. «Corrado Alvaro e Giuseppe De Nava sono esempi di come la città possa ritrovare nella sua storia gli strumenti per valorizzarsi» ha dichiarato, presentando una settimana «ricchissima di proiezioni, workshop e incontri, tutti gratuiti, tra il cinema Odeon e piazza De Nava».

Ad allargare lo sguardo sul ruolo della Calabria nel panorama internazionale è stato il presidente della Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande, che ha parlato a lungo dell’autenticità delle location e del momento storico che la regione sta vivendo: «La Calabria – ha spiegato – non ha bisogno di artifici: è già una scenografia naturale. Qui puoi trovare il mare, la montagna, i borghi, i paesaggi incontaminati e le architetture storiche. Una ricchezza che è stata a lungo sottovalutata, ma che oggi viene finalmente riscoperta grazie al lavoro della Film Commission».

Grande ha sottolineato anche come il cinema possa diventare un volano per l’intera economia regionale: «Appuntamenti come questo festival non sono solo serate culturali, ma occasioni di crescita per la città, perché attraggono produzioni, professionisti e pubblico, generando indotto e nuove opportunità. La Calabria merita di essere raccontata, e il cinema è il linguaggio più potente per farlo».

Infine lo “spoiler” che ha acceso l’entusiasmo della platea: Francis Ford Coppola girerà proprio in Calabria alcune scene del suo nuovo film, dopo i sopralluoghi compiuti nelle scorse settimane. «Coppola si è innamorato della città – ha rivelato Grande – e tornerà a novembre per tre settimane di riprese. Non poteva che essere così: questa terra sa conquistare chiunque la visiti».

La 19ª edizione del Reggio Calabria Film Festival si presenta dunque come un appuntamento che unisce cultura locale e prospettiva globale, intrecciando le radici storiche della città con le grandi produzioni cinematografiche che sempre più scelgono la Calabria come scenario.