Una di queste notti si è consumata ieri a Scilla, dove il cantautore calabrese Jack Alviano ha aggiunto un nuovo, preziosissimo capitolo al suo lungo viaggio musicale dedicato a Rino Gaetano. Sotto un cielo trapuntato di stelle e con l’aria salmastra che saliva dal Tirreno, il belvedere di Scilla “era più bello che mai”.

Dal palco, con lo sguardo rivolto a quel panorama che toglie il fiato, Alviano non ha nascosto l’emozione: «La collana del mio tour dedicato a Rino stasera si arricchisce di una nuova perla», ha dichiarato l'artista tra gli applausi. Quella perla è proprio la città di Scilla: una scenografia dominata dall'imponente Castello Ruffo e da un orizzonte dove la vicina Sicilia sembrava quasi di poterla toccare, con le navi di passaggio, le luci del faro e di Ganzirri a fare da spettatrici silenziose.

Un legame lungo 25 anni

Il tributo di Jack Alviano a Rino Gaetano non è un semplice "cover show", è una missione di vita che dura da un quarto di secolo. Era il 1998 quando Jack decise di lasciare Roma, la tv e la carriera discografica – stessa città che vide l’ascesa e la tragica fine di Rino in quella maledetta notte su via Nomentana – per tornare alle radici, nel Sud Italia, e farsi portavoce del genio del cantautore crotonese.

Da allora, Alviano attraversa le piazze e i teatri con un obiettivo chiaro: mantenere vivo il fuoco di un artista che, pur scomparendo prematuramente, ha lasciato un’eredità culturale immensa e graffiante.

Un leone sul palco per l’irriverenza di Rino

Sul palco di Scilla, Jack Alviano ha dimostrato ancora una volta perché viene considerato l’erede spirituale del "cielo sempre più blu". Con una grinta da vero leone da palcoscenico, ha ripercorso i successi più amati, da Gianna a Mio fratello è figlio unico, senza dimenticare le ballate più intime e le denunce sociali ancora oggi straordinariamente attuali.

La sua interpretazione ricalca quell’irriverenza tipica di Rino: uno spirito libero, ironico e talvolta amaro, che Jack riesce a modulare con una forza vocale e una presenza scenica travolgente.

Mentre le ultime note di A mano a mano sfumavano verso lo Stretto, restava la sensazione che Rino Gaetano, tra le mura del castello e i riflessi della Sicilia, non se ne fosse mai andato davvero. E finché ci saranno artisti come Jack Alviano a cantare la sua libertà, il suo spirito continuerà a navigare lungo le coste della sua amata Calabria.