mercoledì,Giugno 19 2024

Elezioni Bagnara, la minoranza fa ricorso al Tar: «Gravi illeciti ai seggi»

Colpo di scena nella cittadina tirrenica dove l’ex candidato sindaco Romeo e “La Bagnara che vogliamo” si sono rivolti alla giustizia amministrativa per fare luce su una serie di incongruenze sul voto del 12 giugno scorso

Elezioni Bagnara, la minoranza fa ricorso al Tar: «Gravi illeciti ai seggi»

Uno tsunami potrebbe abbattersi, presto, su Bagnara Calabra. Il condizionale, generalmente “d’obbligo” in casi del genere, è solo legato al fattore tempo, ma a quanto pare non alla natura dei fatti e delle sue conseguenze. Perché a Bagnara Calabra, terzo Comune per popolazione a recarsi alle urne lo scorso 12 giugno, il risultato delle elezioni che ha visto la vittoria di Adone Pistolesi potrebbe non essere quello definitivo. I rumors che hanno accompagnato le fasi immediatamente successive al voto si stanno infatti trasformando in qualcosa di più di semplici dicerie, e potrebbero diventare una tragica realtà che richiama, ahinoi, i fatti che hanno segnato le elezioni comunali del 2020 di Reggio Calabria, dove la Procura ha aperto una indagine su brogli elettorali che devono comunque essere dimostrati in un’aula di tribunale.

A Bagnara, la minoranza capitanata dal candidato sindaco Mario Romeo, ha dato credito a quelle voci contrastanti che raccontavano di una serie di illeciti che sarebbero stati commessi all’interno dei seggi elettorali. Da lì la richiesta di accesso agli atti, anche per fugare ogni dubbio su quelle voci di paese che andavano prese con le pinze. Ma a quanto pare, come confermato da fonti autorevolissime, la realtà ha superato la fantasia. Perché dall’attento vaglio di migliaia di pagine di verbali, resoconti e voti, lo scenario che ne vien fuori fa rabbrividire.

Sembrerebbe infatti che dal controllo incrociato delle carte, i rappresentanti di “La Bagnara che vogliamo” abbiano riscontrato schede votate in numero maggiore rispetto agli elettori che si sono recati alle urne muniti di tessera elettorale. Un numero, circa 350, che potrebbe mettere in discussione l’esito stesso delle elezioni visto che lo scarto tra i due candidati è di poco più di 500 voti.

 I soliti bene informati parlano anche di una sezione in particolare che avrebbe fatto registrare un ammanco notevole di tessere elettorali; così come risulterebbero votanti persone che vivono all’estero, o sono imbarcate, che non mettono piede nella cittadina tirrenica da tempo, fino ad arrivare all’iscrizione nel registro dei votanti di persone che pur vivendo a Bagnara, quel 12 giugno, non ci sono andati a votare per scelta.

Insomma tutta una serie di incongruenze che – riferiscono fonti autorevolissime – hanno spinto i rappresentanti di “la Bagnara che vogliamo” a scegliere di adire le vie legali presentando ricorso al Tar della Calabria per fare luce su quanto successo in quei giorni a Bagnara. E, da quanto si apprende, la prima udienza sarebbe stata anche già fissata al 9 novembre prossimo.

Ma quello al Tar potrebbe non essere il solo ricorso alla giustizia, visto che le contestazioni potrebbero anche avere risvolti penali. Staremo a vedere quando e se Romeo e “La Bagnara che vogliamo” decideranno di uscire allo scoperto per informare la cittadinanza dell’attività di verifica, anche giudiziaria, che si sta portando avanti.

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