martedì,Aprile 16 2024

Villa San Giovanni, pronti gli elenchi per gli esproprio ma Caminiti chiarisce l’equivoco sui cantieri: «Nessuna prima pietra nel 2024»

Dopo il primo ok al progetto definitivo il sindaco ha inteso fare chiarezza sul cronoprogramma confermando che la città «non sarà il ghetto di un’incompiuta»

Villa San Giovanni, pronti gli elenchi per gli esproprio ma Caminiti chiarisce l’equivoco sui cantieri: «Nessuna prima pietra nel 2024»

Il Ponte sullo Stretto diventa sempre più reale. Ma villa chiede certezze. E il sindaco ha inteso fare chiarezza anche sui tempi che vedranno ad aprile l’apertura di cantieri ma solo per i sotto servizi come rete idrica e illuminazione. E a fronte del primo ok al progetto definitivo il primo problema da affrontare rimangono gli espropri.

Iter burocratico e date

Di fatto si parla del cosiddetto aggiornamento del progetto definitivo. Lo ha chiarito in conferenza stampa il sindaco di Villa Giusy Caminiti. «Altro non è che quella relazione del progettista che il Dl/35 aveva ritenuto propedeutico all’avvio dell’iter burocratico per il Ponte sullo Stretto. Una relazione che è stata licenziata positivamente dal Cda della Stretto di Messina dopo il parere positivo del comitato tecnico scientifico di nomina ministeriale.

Questo, mutuando le parole del ministro Salvini, così come c’è stato detto giovedì a Roma, è un momento di passaggio. Non è un punto di partenza. Il vero punto di partenza del progetto Ponte sarà l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipess. E secondo il crono programma dovrebbe avvenire nel prossimo mese di giugno».

Prossimi step

Una prima forma di chiarezza è stata data. Tutto è ancora fermo al 2011 perchè, è bene ricordarlo, fino a questo step ci si era già arrivati oltre dieci anni fa. Cosa succede adesso? Lo ha spiegato la Caminiti anche per dare il senso dei tempi. «La prossima settimana la Stretto di Messina trasmetterà tutti gli atti alla struttura di emissione del ministro. La struttura dei trasporti titolata ad aprire la conferenza dei servizi per la procedura di via alla valutazione di impatto ambientale.

E dopo 60 giorni la conferenza dei servizi servizi in cui i due comuni, Villa San Giovanni e Messina, dovranno esprimere un parere obbligatorio per quanto non vincolante. Ed è quello il tavolo al quale il Comune di villa Villa San Giovanni si sta preparando. Con i lavori della commissione territorio, con la prossima nomina della commissione di studio. Cioè quella commissione di tecnico scientifica e di professionisti di comprovata esperienza che ci daranno una mano nella visione del progetto».

Incubo espropri

I villesi, l’amministrazione e tutta la città chiedono che sia attutito al minimo il disagio per la città. E vi è una priorità fra tutte: tutelare gli espropriandi. Infatti, ha chiarito il primo cittadino, il primo passaggio reale sarà la pubblicazione a fine febbraio, inizi di marzo delle cosiddette liste degli espropri. «Tra Villa e me Messina ci sono circa 3000 proprietà, terreni e abitazioni, locali commerciali, che verranno sacrificati.

Verranno espropriati per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Immaginate bene che il momento della pubblicazione dell’avviso sarà un momento di allarme sociale. Soprattutto per le nostre 150 famiglie che risiedono in appartamenti che dovranno essere espropriati. E a loro che stiamo guardando. Per loro che sia io che il sindaco Federico Basile abbiamo chiesto al ministro ma anche al Dottor Ciucci un’attenzione particolare. Ci riferiamo alle misure compensative che vadano al di là di quei 200 milioni di euro che sono stati immaginati come risarcimento per le esproprio e per il diritto di occupazione dell’immobile».

Le richieste

La richiesta dei sindaci è stata a più ampio respiro. Ovvero, la richiesta è che ai cittadini vengano offerte delle possibilità di scelta. Quindi, venga data loro la possibilità di scegliere un’abitazione a fronte dell’abitazione che verrà loro sottratta. «Abbiamo proposto anche zone fisiche in cui potrebbero essere realizzate delle villette bifamiliari. Dei quartieri in modo che si compia anche una sorta di riqualificazione urbana per i nostri ben, i nostri centri cittadini. O, comunque, che i villesi possano scegliere tra l’indennità d’esproprio o anche l’indennità d’occupazione per tutte quelle abitazioni che non sono impatta dall’opera ponte ma delle interferenze».

Ma a dover essere attenzionate sono anche le abitazioni che sulle quali, invece, insisterà il cono d’ombra. Per questa il ragionamento è differente. «Non sono nelle liste ovviamente delle ditte espropriante ma dobbiamo immaginare dei danni e dei risarcimenti di danno compensativi al minor valore degli stessi immobili».

Le novità rispetto al 2011

I sindaci hanno appreso la novità rispetto al 2011. Una novità importante relativo all’avvio dei cantieri e alla posa della prima pietra. «A nessuno sfuggirà che nel 2011 la prima pietra, la variante di Cannitello ma prima ancora anche la variante dell’autostrada, è stata posta dopo l’approvazione del definitivo da parte della Strettodi Messina S.p.A. E, invece, nessuna prima pietra ci sarà in questa fase nel 2024 prima dell’approvazione del definitivo al Cipess. E questa la garanzia cioè la prima pietra non è legata come stato nel 2011 all’approvazione del progetto da parte dell’ente attuatore c ma l’approvazione del progetto da parte dello Stato».

Questo vorrà dire che quando e se ci sarà la posa della prima pietra ci saranno state tutte quelle valutazioni positive sull’impatto ambientale, sulla compatibilità e sulla fattibilità strutturale ed economica dell’opera. E i tempi, secondo il sindaco sono molto più lunghi perchè solo a giugno si esprimerà il Cipess. E solo in caso di valutazione positiva ci vorranno i primi mesi del 2025 per parlare di prima pietra del ponte.

«Senza questi passaggi non ci saranno pose di prime pietre. Questo vale anche per l’apertura di quei cantieri che servono ad eliminare le interferenze cittadine. Lavoreranno sui sottoservizi. Rete idrica rete, fognaria, pubblica illuminazione e soprattutto viabilità alternativa. I cantieri del ponte si apriranno solo dopo che le nostre due città saranno pronte ad accogliere un cantiere. Noi abbiamo detto la nostra preoccupazione oggi non è solo non diventare il ghetto del ponte ma non diventare nemmeno il ghetto di un cantiere di un’opera in itinere. Siamo tutti insomma spaventati dalle incompiute a queste latitudini».

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