La seduta odierna si è aperta con il passaggio formale di Rulli al gruppo FdI. Minicuci si congeda chiedendo lumi sulla vicenda dei brogli. Battaglia si rivolge ai giovani studenti presenti a Palazzo San Giorgio: «Vi dovete sentire partecipi del vostro destino»
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La rappresentanza di studenti del Liceo Scientifico “A. Volta” ha dovuto aspettare le 11:30 per vedere il Consiglio comunale cimentarsi in una delle discussioni più accese delle ultime settimane. Il civico consesso è infatti impegnato nell’approvazione del Regolamento istitutivo delle circoscrizioni, organismo di partecipazione per eccellenza che ha visto maggioranza e opposizione fronteggiarsi senza eclusione di colpi.
La seduta però si apre con due novità. Da una parte Guido Rulli, fresco di passaggio in Fratelli d’Italia, comunica la sua adesione al gruppo consiliare guidato da Demetrio Marino parlando di «condivisione convinta nei valori e nei principi»; dall’altra la surroga di Saverio Pazzano.
Nel frattempo Nino Minicuci riappare in aula e tira le fila di un impegno durato cinque anni. Dichiarandosi garantista fino in fondo l’ex candidato a sindaco ha riaperto la ferita dei brogli elettorali. «Non sono qui per fare un processo in aula, ma mi chiedo come è possibile dopo cinque anni che non si sia venuti a capo della vicenda». Per Minicuci i reggini hanno diritto a conoscere la verità, sia nel caso in cui i magistrati abbiano sbagliato sia nel caso contrario, «ma che si sappia prima delle elezioni». Non una richiesta «polemica» sottolinea Minicuci che si rifà al giudizio del popolo sovrano. Poi, il congedo: «Ho svolto il mio ruolo con serietà e dedizione senza mai chiedere un euro di rimborso spese e considero chiusa la mia esperienza».
Peppe Sera, neo commissario di Casa riformista Italia viva, rende merito a Saverio Pazzano che «ha favorito un confronto leale» che proprio nei giorni scorsi ha annunciato le sue dimissioni permettendo l’ingresso in aula del professore Valentino Scordino. Infine un augurio a tutti i papà, nel giorno della loro festa, a cui si unisce anche Massimo Ripepi che chiede al sindaco facente funzioni Domenico Battaglia di evitare le logiche elettorali in questi ultimi mesi di consiliatura. Il coordinatore regionale di Alternativa popolare lamenta la messa in vendita del Miramare: «evitate abomini, come incarichi e promesse» dice rivolgendosi al sindaco. Poi, ricorda la sua vicenda giudiziaria davanti ad un’aula che ne aveva chiesto in un certo senso l’isolamento: «Non vi chiedo di porgermi le vostre scuse dopo la sentenza, ma dobbiamo proteggere le istituzioni, perché chi di giustizialismo ferisce, di giustizialismo perisce».
Da parte sua Demetrio Marino che sottolinea l’impegno di Minicuci che ha portato a termine il suo mandato come aveva promesso; ma anche il ruolo di stimolo esercitato da Pazzano all’interno dell’opposizione. Poi riferendosi alla sessione di Bilancio che attende l’aula, parlando di occasione per pensare una visione diversa di città, chiede condivisione nella redazione del previsionale, «perché coinvolgere la minoranza a questo punto è un dovere istituzionale».
Federico Milia, dopo gli auguri a Battaglia per l’elezione alle primarie, saluta anche Minicuci, convinto che la l’esperienza consumata in questa consiliatura sia servita anche al centrodestra per riorganizzarsi e ricompattarsi. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo della Lega Giuseppe De Biasi che ha esaltato le qualità e l’esperienza amministrativa e burocratica di Minicuci. Poi rivolgendosi a Battaglia auspica discontinuità rispetto all’amministrazione Falcomatà soprattutto in proiezione Ponte sullo Stretto, all’indomani della bocciatura da parte del Tar dei ricorsi dei sindaci di Reggio e Villa San Giovanni.
Peppe Marino, capogruppo dem, prosegue nella liturgia dei saluti ed approfitta della presenza degli studenti per ricordare la scelta dell’amministrazione di valutare ogni iniziativa ed ogni finanziamento rispetto alla valutazione di impatto generazionale. Misura che imporrà a questa e alle future amministrazioni di tenere in debito conto i bisogni e le aspettative dei giovani.
Alla fine dei preliminari interviene anche Battaglia per un saluto che, chiarisce, non è da titoli di coda perché ancora c’è tanto da fare. Si rivolge poi con un accorato appello ai giovani presenti: «Vi dovete sentire partecipi del vostro destino senza farvi inquinare da discorsi fumosi. Questa è un’aula che ha una sacralità, un’aula dove i toni devono smorzarsi perché la politica serve a dare una dimensione superiore al nostro impegno». Parole d’affetto il sindaco le rivolge anche a Minicuci, perché, ripete, «la politica va intesa come momento di incontro e non di scontro».
Battaglia sceglie quindi di rispondere ai quesiti posti da alcuni consiglieri, e parte dall’asta per il Miramare: «ha procedimento lunghissimo, ma noi abbiamo firmato un patto col governo che vogliamo onorare. La credibilità di costruisce ogni giorno onorando gli impegni. Ho sempre avuto rispetto delle istituzioni e creduto molto nelle sinergie istituzionali. Se lo devo fare con la Regione o col Governo io lo faccio, come ho sempre fatto, perché rappresento la città e i suoi interessi. Sento dentro di me l’onore e l’onere di tutto questo e lo farò sempre con la porta aperta e col massimo rispetto».
Non dribbla neanche il tema del Ponte, quando immagina una sinergia futura anche con Messina, visto che il test delle amministrative porterà alle urne reggini e messinesi. «Noi siamo due città, ma ci dovremmo chiamare “strettesi”, perché anche ciò costituisce occasione di sviluppo per la città».
Subito dopo l’aula tratta il primo punto all’ordine del giorno con la surroga di Pazzano e quindi l’ingresso in aula di Scordino che entra in punta di piedi ma promette impegno per il breve ma intenso lasso di tempo prima delle prossime elezioni. Le sue sono parole di ringraziamento per il «senso di servizio» con cui ha operato Saverio Pazzano, e per il movimento La Strada, introducendo dopo un breve saluto agli studenti, il tema della pace.

