Il candidato progressista arriva primo in 20 Comuni e trova nella Locride il suo bacino più forte, conquistando anche cinque centri della Grecanica. Da Siderno a Locri fino a Villa San Giovanni, la mappa delle urne racconta un consenso molto diverso da quello del capoluogo
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La sconfitta c’è e i numeri complessivi non consentono interpretazioni creative. Fabio Roscioli conquista il collegio con il 51,02%, Frank Benedetto si ferma al 36,59%. Ma basta uscire dal dato aggregato e aprire la cartina dei 71 Comuni per scoprire una partita più articolata: Benedetto arriva primo in venti centri e costruisce soprattutto fuori da Reggio alcune delle percentuali più significative del centrosinistra.
È probabilmente da qui che il campo progressista può iniziare a leggere il proprio risultato. Non una provincia conquistata - Roscioli resta davanti nella maggioranza dei Comuni - quanto una geografia del consenso che cambia dove il centrosinistra dispone di amministratori, partiti e reti territoriali maggiormente strutturate, con qualche eccezione che rende il dato ancora più interessante.
La più evidente è Siderno: nella città amministrata dalla sindaca Mariateresa Fragomeni, espressione del centrosinistra, Benedetto raggiunge il 64,68%, lasciando Roscioli al 21,51%. E la Locride diventa il territorio nel quale questa tendenza assume maggiore continuità: Gioiosa al 50,54%, Roccella con il 44,84%, Bovalino sui 41,79%. Numeri ai quali si aggiungono quelli dei centri più piccoli, da Careri, dove Benedetto sfiora il 69%, a Mammola, Martone e San Luca.
Ma il risultato politicamente più interessante arriva forse da Locri. Benedetto ottiene il 48,24% contro il 40,19% di Roscioli in una città amministrativamente collocata nel campo del centrodestra e fortemente legata all'assessore regionale di Fratelli d'Italia Giovanni Calabrese. Qui viene meno anche l'equazione tra amministrazione locale e risultato elettorale: Benedetto riesce a prevalere dentro un territorio politicamente sfavorevole.
Scendendo lungo la Jonica, sono cinque i Comuni della Grecanica conquistati dal candidato progressista: Roccaforte del Greco, Staiti, Cardeto, Bova Marina e Bova. A questi si aggiunge un altro risultato che pesa per dimensioni e collocazione geografica, quello di Villa San Giovanni, dove Benedetto arriva al 43,28% e supera Roscioli, fermo al 39,72%. Altrove la partita finisce quasi in parità: a Grotteria “perde” per un solo voto.
Poi c'è Reggio, il feudo politico fedelissimo al sindaco Cannizzaro. Nel capoluogo Roscioli raggiunge il 55,29%, Benedetto il 35,75%. Quasi venti punti di differenza nella città che, da sola, rappresenta una quota enorme dell'elettorato del collegio. Un risultato dentro il quale va considerato appunto il radicamento politico ed elettorale del neo primo cittadino, deputato uscente del collegio e principale sponsor della candidatura di Roscioli, impegnato direttamente nella campagna insieme al presidente Roberto Occhiuto. Il centrodestra trova proprio a Reggio uno dei pilastri della vittoria finale.
Resta infine il dato che sovrasta tutti gli altri: alle urne è andato appena il 22,34% degli aventi diritto. Ed è proprio dall'astensione che il Pd metropolitano ha scelto di ripartire nella prima analisi del voto, mentre Benedetto ha definito questa campagna «l'inizio di un percorso».
La sconfitta del centrosinistra rimane larga. Ma dentro quel 36,59% esiste una mappa che racconta qualcosa in più del semplice risultato finale: una forza ancora insufficiente nel capoluogo, territori nei quali la struttura politica riesce invece a trasformarsi in consenso e altri dove Benedetto è andato oltre gli stessi equilibri amministrativi. Se il centrosinistra cerca un punto dal quale ripartire, prima delle formule e delle alleanze, la prima indicazione gliel'hanno già consegnata le urne, ed è un ritorno puro alla vera natura della sinistra: tra la gente, tra gli “ultimi”, nelle periferie.

