Politiche comunitarie, imprese e capitale umano al centro di una visione orientata allo sviluppo locale. L’Eurodeputato: «i territori hanno la necessità di sentire un’Europa vicina»
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Il bergamotto come punto di partenza, l’Europa come orizzonte. Su questa direttrice si muove l’azione politica di Denis Nesci, con l’obiettivo di avvicinare la Calabria ai luoghi in cui si costruiscono le politiche comunitarie.
L’occasione è quella di un’iniziativa dedicata all’agrume simbolo del territorio, sempre più presente nei circuiti istituzionali europei. Una celebrazione che assume un significato più ampio e apre a una riflessione su sviluppo, opportunità e prospettive. «Abbiamo appena celebrato il bergamotto con un'iniziativa convegnistica, ma ci sono tante iniziative che si fanno per la Calabria, soprattutto per alcuni aspetti come la cultura, le origini, la tutela, le infrastrutture». Un passaggio che colloca l’eccellenza produttiva in un quadro più ampio. «Noi quotidianamente cerchiamo di lavorare per portare dei risultati sul territorio che possano servire alla Calabria per risollevarsi, ma soprattutto l’obiettivo principale è quello di garantire il diritto di restare ai tanti calabresi che vogliono rimanere».
Il tema del lavoro e delle opportunità si lega direttamente alla prospettiva dei giovani. «Abbiamo diverse possibilità, stiamo lavorando sullo sviluppo delle aree rurali e sull’agenda delle città per un’Europa che deve accorciare le distanze tra istituzioni e territori». Il riferimento è alla necessità di rendere più accessibili gli strumenti europei e di tradurre le politiche in interventi concreti. «I territori hanno la necessità di sentire un’Europa vicina, un’Europa che crea opportunità, che sia capace di trasformarsi».
La Calabria viene indicata come una terra con margini di crescita legati a cultura, turismo e capitale umano. «Può sfruttare il talento di tanti giovani e di tanti professionisti che sono andati via e che hanno dimostrato quanto siano bravi». Un patrimonio che resta centrale in una strategia che punta a costruire condizioni favorevoli per chi sceglie di restare.
L’attenzione si sposta anche sul ruolo del Sud nello scenario europeo, con la necessità di valorizzare la posizione geografica e le connessioni. Infrastrutture, servizi e sostegno alle imprese rappresentano elementi fondamentali per rendere il territorio più competitivo e attrattivo.
Resta il nodo dell’accesso alle opportunità e della semplificazione. «Serve una sinergia costante con regioni e città, perché è così che possiamo lavorare in maniera chirurgica sugli interventi da fare».
Il punto è tutto qui: trasformare strumenti, risorse e politiche in risultati visibili. Perché la distanza tra Bruxelles e la Calabria si misura nella vita quotidiana delle persone, nelle possibilità di lavoro, nella scelta di costruire un futuro senza partire. Ed è su questo terreno che si gioca la credibilità di ogni visione europea applicata al Sud.

