Volete conoscere il candidato sindaco di Reggio Calabria del centrodestra? Il giorno non è oggi. Ci vorrà ancora «qualche settimana». La dichiarazione d’amore di Francesco Cannizzaro per il momento di ferma alla presentazione di un programma in dieci punti, ognuno dei quali ulteriormente declinato, che abbraccia tutti gli ambiti – tecnico-amministrativi e ludici – del governo della città. Cannizzaro continua così a mantenere la suspense attorno alla scelta del candidato, ma insiste su un concetto: «nel passato il centrodestra ha fatto una scelta sbagliata e si è assunto la responsabilità, con la sconfitta, di aver perso. Ma oggi è un'altra stagione, oggi è un'altra idea, oggi c'è un centrodestra che è più unito, più autorevole, che non si fa calare i candidati da Roma, che lo decide sul territorio con i suoi dirigenti, con i suoi leader».

Un concetto reso plastico dalle presenze registrate nella sala Monteleone di Palazzo Campanella, affollato non solo da centinaia di aficionados, amministratori, iscritti e militanti, ma anche dal gotha dei partiti calabresi del centrodestra, compresa una buona parte della deputazione regionale. Tra baci, abbracci, sorrisi e strette di mano che annunciano tregue per la causa, ancora una volta, il segretario regionale azzurro conferma il suo status di leader indiscusso del centrodestra reggino. D’altra parte, in platea si accomodano Wanda Ferro con il neo coordinatore per gli affari elettorali Giovanni Calabrese, rappresentanti del principale partito di governo, quello di Giorgia Meloni, evocato più volte proprio per sottolinearne la collaborazione in quelli che sono stati gli interventi in favore della città. «Il centrodestra è stato sempre premiato per la sua unità – ha detto il sottosegretario di Stato agli Interni - e credo che questa sia la forza di ciò che ci chiede l'elettorato e al quale risponderemo come abbiamo fatto tutte le volte che ci siamo confrontati con l'unico potere che riconosciamo, il popolo sovrano. La nostra grande responsabilità sarà quella di non pensare soltanto ai pacchetti di voti ma di mettere in piedi proposte per la città, quindi un programma serio, una visione, una narrazione alla quale ovviamente tutti ci dobbiamo rifare, ognuno per le nostre competenze e ognuno anche per i nostri ruoli, perché Reggio Calabria può ritornare ad essere una grande Reggio, quella che in tanti ricordiamo attraverso anche il supporto di altre istituzioni, il Governo nazionale e il Governo regionale».

Due poltrone più in là c’è anche il neo commissario regionale del Carroccio Valeria Sudano con il commissario provinciale Giuseppe Mattiani e le parlamentari Tilde Minasi e Simona Loizzo, ma anche il segretario regionale di Noi Moderati Pino Galati accompagnato dal delegato cittadino Luciano Politi, il commissario dell’Udc calabrese Salvatore Bulzomì e il coordinatore regionale di Alternativa popolare Massimo Ripepi. Ma non solo. Oltre ai consiglieri e assessori regionali, non ultimo il presidente del Consiglio Salvatore Cirillo, nella sala risalta anche la figura di Giuseppe Scopelliti.

La sua presenza serve ad entrambi, Cannizzaro e lo stesso ex presidente della Regione, per lanciare e rafforzare il messaggio di unità di tutte le componenti del centrodestra cittadino, dai partiti ai movimenti. D’altra parte nelle scorse settimane, ma in realtà da quando Scopelliti è riapparso sulla scena politica, non si è fatto altro che parlare di un dualismo latente, come se i due dovessero chiarire dove inizia e finisce l’influenza di entrambi in un confronto continuo e a distanza, che però, spiega Scopelliti, non diventa scontro ma ricchezza: «L'unità è imprescindibile e mi sembra che questo mai nessuno l'abbia messo in discussione – ha rimarcato l’ex sindaco -. L'unità è fondamentale, e quello che vorrei far comprendere è che il centrodestra è un centrodestra, come detto più volte, plurale, ampio, un centrodestra aperto ai contributi e quindi dentro il centrodestra, evviva Dio, c'è la possibilità di avere chi la pensa in maniera diversa, chi ha una visione diversa. La ricchezza di una coalizione è dettata proprio dal fatto che non c'è il pensiero unico, e quindi questo io credo che per chi è attento e comprende le dinamiche della politica è una grande opportunità, quindi siamo tutti qua perché è un atto dovuto e sentito».

Da parte sua Cannizzaro usa parole pacate, incastrate chirurgicamente in un discorso che serve ad esaltare le peculiarità degli alleati, non perdendo di vista l’altro caposaldo della sua impostazione, vale a dire la centralità di Forza Italia, oltre che della sua leadership, nel progetto del centrodestra. «Una coalizione forte, unita, coesa, un programma che certamente sarà ancora più arricchito dalle idee che provengono da ogni singolo partito che forma la coalizione. Io ho avuto il piacere, in una intervista qualche giorno fa, e ci tengo a ripeterlo, che questa sarà la coalizione del centrodestra più allargata e più forte della storia della città, per mandare a casa il Partito Democratico e il centrosinistra, che hanno mortificato indegnamente questa nostra straordinaria città. Ma lo possiamo fare soltanto tutti insieme. L'impianto naturale del centrodestra è con le sigle dei partiti e con i contenitori che in questa città vorranno dare il loro contributo».

E a chi gli dice che il decalogo appena presentato rischia di tramutarsi in un nuovo libro dei sogni per Reggio Calabria, Cannizzaro risponde a tono: «Da oggi Forza Italia ha esposto la sua idea programmatica, la sua visione della città, e la mette al cospetto di Reggio e del centrodestra, ma saranno tanti gli appuntamenti dove approfondiremo dettaglio per dettaglio, perché ogni cittadino di questa città si deve innamorare non della città che ama già, ma si deve innamorare di questo progetto che sogna, che è visionario. Io sogno una Reggio per come l'abbiamo raccontata e posso assicurare che questo sogno non è irrealizzabile, questo sogno è realizzabile, perché noi non siamo secondi a nessuno, abbiamo la forza, abbiamo la capacità, abbiamo l'autorevolezza a Roma, a Bruxelles, abbiamo l'autorevolezza in ogni sede istituzionale che conta per attrarre investimenti e attenzioni. L’abbiamo dimostrato in questi anni».