E’ tornato sui suoi passi e ha corretto il tiro il sindaco di Marina di Gioiosa Jonica Geppo Femia, finito nel mirino per aver firmato un’ordinanza con cui vietava l’utilizzo e la vendita di oggetti pericolosi durante le manifestazioni carnevalesche, tra cui farina, uova e arance. Lo scopo era quello di evitare una serie di comportamenti che spesso negli anni hanno trasformato un momento di festa per i bambini in vere e proprie scene di guerriglia urbana.

Dopo una serie di osservazioni mosse dai commercianti locali e anche dal gruppo di maggioranza Civitas, con cui ormai da tempo vive da separato in casa, nel nuovo testo firmato dal primo cittadino permane il divieto di detenere e far uso di una serie di oggetti, mentre è stata depennata la parte riguardante il divieto di vendita, tranne che per «coriandoli prodotti con carta di rifiuto o giornale o comunque materiale di scarto».

Nel dettaglio, in base alle nuove norme è vietato «detenere e/o far uso di oggetti contundenti di qualsiasi fattura o materiale atti ad essere lanciati (manganelli, martelletti, bastoni, uova, arance ecc.); detenere e/o far uso di oggetti atti ad offendere o disturbare le persone (pistole ad aria compressa esplodenti pallini di gomma o plastica, contenitori atti a spruzzare acqua o altri liquidi, farina, polveri di qualsiasi tipo, ecc.); detenere e/o far uso di bombolette spray contenenti schiuma o qualsiasi altro liquido imbrattante; detenere e/o far uso di trombe pneumatiche ad alta intensità acustica; vendere, detenere e/o far uso di coriandoli prodotti con carta di rifiuto o di giornale e comunque con materiale di scarto. La vendita ed il possesso dei coriandoli e delle stelle filanti è consentita esclusivamente in pacchi preconfezionati a norma di legge».

La pubblicazione della prima versione ha scatenato polemiche e ironie soprattutto da parte della maggioranza critica gioiosana. «Non pensate a fare una pizza in casa o un dolce sfizioso – le parole degli esponenti di Civitas – Infatti, le attività che vendono prodotti alimentari, dovranno eliminare dai propri scaffali i suddetti alimenti. Per non parlare delle ferramenta che non potranno vendere martelletti».

Apprezzamento per il dietrofront del sindaco è stato espresso dal capogruppo della cosiddetta maggioranza critica nonché assessore comunale Giuseppe Coluccio. «Questa versione è assolutamente condivisibile – ha espresso – mira a limitare atti incivili che potrebbero causare danni a cose e persone. Lo apprezziamo e lo ringraziamo per aver ascoltato il nostro suggerimento».