Nel civico consesso spunta una perizia fonica presentata dal presidente dell’assise. «Nessuno di noi ha pronunciato quella frase». Franco non ci sta: «Grazie della finta solidarietà»
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Valutare nelle sedi competenti ogni opportuna azione a tutela dell’immagine del consiglio comunale. E’ quanto si è riservato di assumere a nome di tutto il civico consesso di Caulonia il presidente Agnese Panetta, rispetto alla vicenda delle espressioni sessiste rivolte al capogruppo di minoranza Luana Franco.
Nelle sue comunicazioni Panetta ha annunciato il conferimento dell’incarico ad un perito audio-fonico per fare chiarezza. «I risultati sono inequivocabili – ha dichiarato - Nessun componente del consiglio ha pronunciato frasi sessiste contro Franco. Come presidente ritengo inaccettabile che il confronto politico sia degradato in questo modo».
Una mozione di richiamo formale alla consigliera Franco è stata presentata da Lorenzo Commisso. «Le sue affermazioni sono state di una inaudita gravità – ha rimarcato – Si tratta di una narrazione dei fatti estranea alla realtà ingenerando alla pubblica opinione che l’attacco sessista provenisse da un componente del consiglio. E’ stata una violenta gogna mediatica. Dalla perizia tecnica risultanze inoppugnabili che smentiscono le accuse mosse».
Dal canto suo Luana Franco è un fiume in piena: «L’offesa è arrivata dai banchi di questa maggioranza e non mi serve una perizia per dimostrarlo – ha tuonato il capogruppo dell’opposizione cauloniese - Sarebbero bastate delle scuse. Il vostro atteggiamento dimostra e certifica la vostra malafede. Ci sono i testimoni e ne risponderanno nelle aule competenti. Grazie per la finta solidarietà».
Per il primo cittadino Franco Cagliuso «Mai Caulonia aveva vissuto una pagina così buia. Oggi per colpa di una macchinazione gettata addosso a questo consesso proviamo tutti vergogna. La consigliera Franco ha fatto qualcosa di grave, artando un tema delicato come la violenza sulle donne per colpire i suoi avversari politici. Nessuna offesa è stata mai pronunciata da questa maggioranza. Oggi siamo qui per smentire una calunnia».

