Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale di Caulonia in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione merita una riflessione che vada oltre il dato formale del voto favorevole. Lo scenario, in realtà, appariva già chiaro da tempo. Non c’è stato alcun vero colpo di scena: era evidente a tutti che si sarebbe fatto, qualunque cosa pur di mantenere in vita la maggioranza e portarla a fine legislatura.

Ne è convinto anche il Partito Democratico cittadino, guidato dal segretario ed ex sindaco Caterina Belcastro: «Si è parlato molto di coraggio e responsabilità, parole importanti che tuttavia rischiano di perdere significato quando vengono utilizzate per giustificare operazioni che hanno soprattutto l’obiettivo di garantire la sopravvivenza politica dell’amministrazione. Il vero coraggio e la vera responsabilità, probabilmente, sarebbero stati altri: un atto di onestà politica e istituzionale nei confronti dei quattro anni di disamministrazione e, soprattutto, nei confronti dei cittadini di Caulonia. Sarebbe stato più lineare e più rispettoso della comunità prendere atto della situazione e mettere la parola fine a una fase amministrativa ormai logorata, restituendo la parola ai cittadini».

Per il già primo cittadino cauloniese «Oggi ci troviamo invece di fronte a un quadro politico in cui il sindaco appare sempre più tirato dalla giacchetta da più parti, in un equilibrio fragile e continuamente negoziato, al punto da dare l’impressione di essere ormai il fantasma di se stesso, prigioniero di dinamiche interne che poco hanno a che vedere con una visione amministrativa chiara per il futuro del paese».

A rendere ancora più surreale la seduta consiliare è stata l’apertura dei lavori con quella che è apparsa come una polemica pretestuosa e ridondante, quasi una replica di quanto già visto nel precedente Consiglio comunale. Come se a Caulonia non esistessero problemi concreti e urgenti da affrontare, i cittadini sono stati costretti ad assistere dal vivo e in streaming a oltre due ore di discussione incentrate su perizie foniche (sì, avete capito bene), questioni che poco hanno aggiunto al dibattito politico e amministrativo. «Ancora più singolare - ha aggiunto Belcastro - è stato il tentativo di negare l’evidenza di fatti chiaramente documentati e ascoltabili in video, trasformando il Consiglio comunale in una sorta di processo che ha distolto l’attenzione dai temi che realmente interessano la comunità».

Alla fine il bilancio è stato approvato e la maggioranza è rimasta in piedi. Ma resta una domanda di fondo: se questo sia davvero il modo migliore per restituire serenità e stabilità alla città oppure se, al contrario, non si stia semplicemente prolungando una fase politica ormai arrivata al suo naturale esaurimento. E così, alla fine, il sipario è calato su una vicenda che di imprevedibile aveva ben poco. «Chi fino a ieri non perdeva occasione per denunciare limiti, errori e contraddizioni di questa amministrazione, oggi si scopre improvvisamente custode della sua sopravvivenza politica - ha concluso Belcastro - Un cambio di prospettiva repentino, che lascia inevitabilmente spazio a qualche legittima perplessità. Si è parlato di senso di responsabilità, di atto di coraggio, di scelta compiuta per il bene della comunità. Parole nobili, certamente. Peccato che fino a qualche tempo fa gli stessi protagonisti descrivessero questa maggioranza come inadeguata, inefficace e distante dai bisogni della città. Resta allora un interrogativo che difficilmente potrà essere ignorato dai cittadini: cosa è cambiato davvero? Perché se l’amministrazione era quella raccontata fino a pochi mesi fa, tenerla in piedi oggi non appare esattamente come un gesto rivoluzionario, ma piuttosto come l’ennesimo capitolo di una politica di Palazzo che si piega alle convenienze del momento».

Non va tanto per il sottile il gruppo di minoranza “Rinnoviamo Caulonia” che punta il dito contro l’ex vicesindaco Andrea Lancia e il suo ritorno di fiamma verso la maggioranza guidata dal sindaco Franco Cagliuso, votando a favore del bilancio di previsione e salvando il primo cittadino sull’orlo del precipizio politico.

«Lancia aveva in mano la possibilità concreta di far cadere un'amministrazione monocolore di Forza Italia. Bastava un voto. Il suo. Un vero uomo di sinistra non avrebbe esitato un istante. E di fatti, Lancia, ha votato a favore - ha osservato l’opposizione - Esattamente come nel 2021, quando non ebbe alcuna difficoltà ad arruolarsi a destra pur di prendere il potere. La condizione che oggi ha posto non è una svolta politica. È solo risentimento che ancora cova. Domani, se gli converrà politicamente, Forza Italia e quei “centri di potere” andranno di nuovo benissimo anche a lui. Se li farà piacere un’altra volta».