I capigruppo di minoranza contestano il sistema elettorale votato in Commissione e parlano di «scelta folle» e antidemocratica. Contestati anche i tempi di convocazione dell’organismo consiliare e la divisione dei territori
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Il ripristino delle Circoscrizioni continua a dividere maggioranza e opposizione. Il centrodestra questa mattina ha ribadito, nel corso di una apposita conferenza stampa, le rimostranze già illustrate nel corso della Commissione che ha varato il Regolamento istitutivo, contestando quindi non solo le modalità di reintroduzione delle circoscrizioni, ma criticando il ritardo burocratico accumulato e l'adozione del sistema elettorale a "listone" ritenuto limitante per la partecipazione democratica. A turno i capigruppo Federico Milia (FI), Demetrio Marino (FdI), Antonino Caridi (Lega), Massimo Ripepi (Ap), coadiuvati dal segretario azzurro di Grande città Antonino Maiolino e dal consigliere Guido Rulli (FdI), hanno accusato la maggioranza di aver messo in campo «manovre elettorali» per il proprio tornaconto, ribadendo anche l'esclusione di chi, tra le proprie fila e tra i futuri transfughi, voterà a favore del regolamento proposto. D’altra parte il centrodestra sta mettendo mano ad alcuni emendamenti per perfezionare ed arricchire il dettato del nuovo regolamento.
Milia in particolare denunciando l'adozione di un sistema elettorale tipico dei comuni sotto i 15mila abitanti, definito una «modifica folle che limita la partecipazione e l'inclusione politica», sostiene che la maggioranza avrebbe scelto questo sistema per timore di non avere abbastanza candidati. L'obiettivo sarebbe quello di pareggiare i conti e tentare di vincere alcune circoscrizioni puntando sul "voto disgiunto". Lo testimonierebbe secondo il capogruppo azzurro anche l’imbarazzo registrato ieri in aula a causa dell’incapacità di rispondere da parte del Presidente della Commissione (Giuseppe Marino) e del Consigliere delegato (Giuseppe Giordano) di fronte alle critiche mosse sul sistema scelto.
Da qui l’annuncio di Milia che prospetta azioni forti di un centrodestra agguerrito, non solo attraverso la presentazione di una serie di emendamenti al regolamento ma, ha aggiunto Maiolino, non escludendo neanche una impugnativa, considerata però solo l’ultima spiaggia e tenendo in debito conto i tempi, che non devono mettere in dubbio il voto per le circoscrizioni. D’altra parte è stato chiarito che Prefettura e Ministero non hanno competenza diretta sull'organizzazione elettorale delle circoscrizioni, che resta in capo al Comune.
Da parte sua Marino ha contestato la scelta del sistema maggioritario secco ricordando che questo elimina strumenti di democrazia fondamentali come il doppio turno (ballottaggio), il proporzionale, il voto disgiunto e il premio di maggioranza. «Senza questi elementi, mancherebbero sia la legittimazione forte del candidato sia la stabilità di governo» ripete il capogruppo meloniano che non dimentica di sottolineare come Il nuovo sistema costringerebbe cittadini, associazionismo e comitati di quartiere a legarsi forzatamente ai partiti per potersi candidare, impedendo quella selezione spontanea “dal basso” che dovrebbe caratterizzare il decentramento.
Caridi ha quindi rimarcato come nelle intenzioni il centrosinistra non volesse il ripristino delle circoscrizioni, contestando anche la divisione dei territori per formare le cinque circoscrizioni. «Non ci hanno comunicato niente su come l'hanno divisi, l’abbiamo visto l’altro giorno, ci hanno mandato la divisione come l'hanno fatta, all'interno del Pd. Hanno fatto una divisione che per noi come centrodestra è sbagliatissima, perché c'è una delle 5 cicoscrizioni che è composta da un 47mila abitanti. Io non so come fa un presidente di cicoscrizione con 16 consiglieri a poter gestire un territorio così vasto, costituito dalle ex quinta, sesta e settima cicoscrizione». Un concetto, questo, ribadito anche da Maiolino che ha lamnetato la convocazione ad horas della Commissione che non ha permesso di esaminare al meglio la proposta pervenuta al tavolo. Ma oltre al metodo il segretario azzurro contesta il regolamento nel merito: «Noi dobbiamo sì, adottare un regolamento per regolamentare le circoscrizioni, ma non possiamo discostarci da quello che è la legge, quello che dice il Tuel».
Dal canto suo, Massimo Ripepi ripercorrendo le varie tappe, anche forzate, che hanno portato all’ultimo atto di ieri in Commissione, ha sottolineato che «loro hanno messo praticamente una bomba atomica alla nostra coalizione. Come si fa a parlare di democrazia, di partecipazione, quando appunto in una coalizione anziché candidarsi 160, 180 persone, sarebbero candidati solo in sedici? Loro sanno che se riescono a trovare sedici super candidati, potrebbero vincere su di noi. Ma non vinceranno lo stesso, però stanno calpestando totalmente tutti i principi». Ma non solo, c'è un altro aspetto che Ripepi ha sottolineato: «Voi capite che questa massa di persone che democraticamente si sarebbero candidati nelle liste del centrodestra farebbero campagne elettorali per le circoscrizioni, ma per un effetto rebound anche sul Comune. Questa operazione vale, secondo i calcoli che hanno fatto loro, 5-6 punti percentuali, perché c'è un effetto trascinamento che noi non avremo perché sulla democrazia è stata messa una bomba atomica».

