Nella notte di Capodanno, mentre il panico spingeva a fuggire, Paolo Campolo ha scelto di fermarsi. Davanti all’incendio divampato in un locale di Crans-Montana, non ha pensato al tempo, al fumo o al pericolo, ma a chi era rimasto dentro.

Accortosi che una porta di emergenza non si apriva, ha capito che dietro potevano esserci persone intrappolate. Insieme a un altro uomo l’ha forzata fino a farla cedere. Da quel momento la scena è precipitata: ragazzi ustionati o intossicati, alcuni in stato di shock, che crollavano all’esterno chiedendo aiuto.

Campolo non si è limitato ad aprire un varco. È entrato nel locale, ed è rientrato più volte, trascinando fuori persone a mani nude, senza protezioni e senza pause. Ha continuato finché le forze glielo hanno permesso.

Alla fine sono state dieci le vite messe in salvo grazie al suo intervento. Oggi Paolo Campolo è ricoverato a Sion per le ferite riportate durante i soccorsi; le sue condizioni sono stabili e guarirà.

Un gesto che ha suscitato il plauso del presidente Occhiuto, che ha voluto sottolineare il valore umano e civile dell’intervento, indicandolo come esempio di responsabilità e altruismo che onora la Calabria.