«In data 16 gennaio 2026, appena pubblicato sull’albo pretorio dell’Ente il decreto di nomina del nuovo Vicesindaco, coerentemente con quanto preannunciato nel corso dell’ultima riunione di maggioranza del 12 gennaio scorso al sindaco e al capogruppo Calabrò abbiamo comunicato, via P.E.C., le dimissioni di Ada Pavone dalla carica di Assessore e di Pietro Idone dalla carica di Presidente della Commissione Territorio, nonché di componente delle Commissioni Bilancio ed Elettorale». Così in una nota Ada Nicoletta Pavone e Pietro Idone.

«Per noi è una scelta di coerenza. Ragion per cui, poiché rivendichiamo con vigore i risultati del duro ed incessante lavoro di questi anni, ci vediamo costretti - Nostro malgrado - a lasciare il Gruppo Consiliare “Città in Movimento” e, per l’effetto, a determinarci autonomamente in Consiglio per il futuro. Non ci rimane altro che prendere atto di quanto stabilito dal Sindaco e condiviso dal Gruppo Consiliare e, per dignità personale e politica, trarne le dovute conseguenze. Continueremo, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, ad esercitare il nostro ruolo di Consiglieri al servizio della Città e a lavorare nel primario interesse di tutta la comunità. Rivendichiamo, con orgoglio, di aver contribuito collegialmente a quanto di buono fatto in e per la Città, a partire dall’impegno profuso nei primi anni di “consiliatura” per portare Villa San Giovanni fuori dal dissesto economico in cui l’abbiamo trovata e, a seguire, con l’apertura di decine di cantieri e con la programmazione di innumerevoli misure per il futuro della Città».

«Non comprendiamo fino in fondo, anche perché ad oggi ancora non esplicitate, le ragioni di questo avvicendamento nel ruolo di Vicesindaco. A chi giova sostituire un Vicesindaco come Ada Pavone che, con dignità e competenza, ha rappresentato al meglio la nostra Città? Qualcuno ne aveva chiesto l’avvicendamento? O hanno prevalso pur legittime ambizioni personali di alcuni consiglieri? Questo ci appare un “rilancio al ribasso”, di quel che rimane della maggioranza scelta dalle urne».

«A fronte della nostra disponibilità a confrontarci con i colleghi di maggioranza e con le forze che hanno ispirato la lista civica, sia in occasione delle consultazioni regionali che in questa delicatissima fase, abbiamo ricevuto una ferma e totale chiusura al dialogo. Pluralità e pluralismo sono concetti che esigono un impegno puntuale e sostanziale che merita di essere esercitato convintamente e fuori dallo sterile formalismo di facciata. Etica politica vuole che, tra persone serie e coerenti, si rispettino gli accordi e, soprattutto, che si rispetti la volontà popolare; contrariamente, ne va della credibilità di chi questa volontà non la rispetta».

«In assenza di una franca e costruttiva discussione all'interno della maggioranza e dei sostenitori della lista civica, la “rimozione” del Vicesindaco Pavone si configura, ai nostri occhi, come un “atto punitivo”, volto a sovvertire posizioni espresse dagli elettori, proprio in un momento nel quale il lavoro serio e operoso inizia a dare i propri frutti».

«La forza di popolo che ha portato alla vittoria questa compagine amministrativa è una forza che ha creduto nelle persone e nella condivisione. Una forza di popolo che abbiamo generato insieme, con le persone al primo posto e con un confronto serio e onesto. E’ anche grazie ai nostri concittadini che la Città sta ottenendo oggi risultati tanto importanti e si proietta nel futuro».

«Infine, vale poco e risulta fortemente ipocrita affermare oggi che “Pluralità e pluralismo ideologico, politico e partitico sono la forza per una Villa San Giovanni del futuro, aperta, dialogante e costruttiva”, quando fino a pochi giorni addietro ogni ipotizzata “apertura” ai partiti è stata fortemente stigmatizzata e oggetto di varie reprimende sempre peraltro espresse privatamente. Abbiamo dato il nostro contributo alla costruzione di una alternativa per Villa. Non rinunceremo a questa convinzione e continueremo a lavorare perché il luogo che viviamo abbia il futuro e la prospettiva che merita».