«La notizia della revoca dei 15 milioni di euro destinati alla bonifica e alla messa in sicurezza della discarica di Melicuccà, certificata dagli atti dell’ARRICAL per la mancata attuazione degli interventi al 31 dicembre 2022, è l’epilogo amaro ma annunciato di anni di approssimazione e disinteresse amministrativo. La Giunta regionale deve spiegare immediatamente ai cittadini calabresi e al territorio della Piana come sia stato possibile perdere un finanziamento strategico di tale entità e cosa intenda fare adesso per evitare l’ennesimo disastro ambientale». A dichiararlo è il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, che ha depositato un’articolata interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Giunta Regionale.

«Quella di Melicuccà, in località “La Zingara”, è una ferita aperta che conosco bene e contro cui mi sono battuto in prima linea fin dall’inizio», ricorda Ranuccio. «Quando ero Sindaco della Città di Palmi ho promosso e guidato il ricorso al TAR per bloccare le autorizzazioni e i conferimenti presso un impianto nato sotto sequestro giudiziario e privo delle necessarie garanzie di sicurezza idrogeologica e ambientale per la salute delle nostre comunità. Un ricorso che ha visto il TAR darci pienamente ragione, confermando la fondatezza delle nostre denunce e fermando un disegno scellerato che voleva trasformare la Piana nella pattumiera della regione».

«Oggi, a distanza di anni da quella vittoria legale e civile – prosegue il Vicepresidente del Consiglio Regionale – constatiamo con sconcerto che nulla è stato realmente bonificato. La Regione non solo non è riuscita a portare a termine le opere di ripristino ambientale, ma è arrivata a perdere i 15 milioni di euro stanziati nel 2020. Il risultato paradossale è che l’Autorità Rifiuti (ARRICAL) è oggi costretta a rincorrere interventi tampone di mera manutenzione ordinaria e straordinaria – tra pompe di aspirazione, fornitura di gasolio e derattizzazione – mentre all’interno del primo lotto giacciono ancora abbandonate circa 5.000 tonnellate di ecoballe, con il costante pericolo derivante dal percolato e dalle infiltrazioni nelle falde».

Con l’atto di sindacato ispettivo appena depositato, Ranuccio chiede al Presidente della Regione di fare piena luce sulle responsabilità amministrative che hanno condotto alla decadenza del finanziamento, di indicare con quali risorse alternative si intenda adesso finanziare la bonifica definitiva dell’area e quale piano immediato sia previsto per la rimozione totale e lo smaltimento in sicurezza dei rifiuti abbancati. «Non permetteremo che il fallimento dei cronoprogrammi e l'inerzia burocratica vengano scaricati sulla pelle dei cittadini della Piana di Gioia Tauro. La tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente non sono negoziabili né possono essere rinviate all’infinito», conclude Giuseppe Ranuccio.