La Giunta approva l’atto di indirizzo per rivedere i valori fermi al 2011. Previsti coefficienti di riduzione per le aree con vincoli e limitazioni
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L’Amministrazione comunale avvia l’aggiornamento dei valori delle aree edificabili utilizzati per il calcolo dell’Imu, fermi ormai da quindici anni, con l’obiettivo di riportarli al reale valore di mercato e di ridurre il peso dell’imposta per i proprietari di terreni edificabili del nostro paese. Con la delibera n. 409 del 18 settembre 2026, approvata all’unanimità, la Giunta municipale ha affidato alla Responsabile dell’Area Urbanistica e Patrimonio, arch. Rosella Cavallaro, il compito di rivedere i valori di riferimento stabiliti nel 2011.
Dal 2011 a oggi le condizioni economiche generali, il mercato immobiliare e i costi dell’attività edilizia sono profondamente cambiati, mentre i valori sui quali i cittadini calcolano e versano l’Imu sono rimasti immutati. Il risultato è che in molti casi si paga su cifre che non corrispondono più a ciò che quelle aree valgono davvero. È una situazione che l’Amministrazione ritiene non più sostenibile: l’imposta deve essere calcolata su valori reali, non su stime ancorate a un mercato che non esiste più.
La delibera indica con chiarezza la strada. I nuovi valori non saranno frutto di aggiornamenti automatici o di semplici ritocchi percentuali, ma di una vera istruttoria tecnico-estimativa che terrà conto della zona urbanistica, dell’effettiva capacità edificatoria, del grado di urbanizzazione e di accessibilità, degli eventuali vincoli e dei costi per rendere il terreno edificabile, oltre che dei prezzi di compravendita realmente registrati e dei dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare. I valori saranno differenziati zona per zona e, dove necessario, accompagnati da coefficienti di riduzione per le aree che presentano vincoli, limitazioni o condizioni che ne abbassano il valore concreto.
È proprio questo il cuore del provvedimento: chi possiede un’area gravata da vincoli, difficile da raggiungere o con una capacità edificatoria solo sulla carta non dovrà più pagare come se si trattasse di un terreno pienamente sfruttabile. Un criterio di equità che, secondo l’Amministrazione, porterà a un alleggerimento dell’imposta per tanti cittadini e contribuirà anche a ridurre incertezze e contenziosi, rendendo l’applicazione dell’Imu più uniforme e trasparente.
«Per quindici anni i proprietari di aree edificabili hanno pagato l’Imu su valori che il mercato ha smentito da tempo» spiega l’assessore Lorenzo Commisso, che sottolinea come «molti cittadini si sono trovati a versare l’imposta su terreni che, tra vincoli, costi di urbanizzazione e scarsa domanda, valgono oggi molto meno di quanto indicato nel 2011. Con questo lavoro vogliamo che ciascuno paghi il giusto, sulla base di ciò che il proprio terreno vale davvero: per tante famiglie di Caulonia questo significherà pagare meno». Per l’assessore si tratta anche di una questione di fiducia, perché «un’imposta calcolata su criteri chiari e verificabili è un’imposta che i cittadini possono comprendere, e riduce il rischio di contenziosi che non convengono né al Comune né ai contribuenti».
Il percorso è già avviato: la delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile proprio per consentire l’avvio tempestivo del lavoro istruttorio. Al termine, la responsabile dell’Area predisporrà una relazione tecnico-estimativa con la proposta dei nuovi valori, che sarà sottoposta all’approvazione dell’organo comunale competente. Fino a quel momento continueranno ad applicarsi i valori attualmente in vigore.
Il sindaco Francesco Cagliuso rivendica la scelta come parte di una precisa idea di governo del paese: «Una fiscalità locale giusta è il primo segno di rispetto verso i cittadini. Non possiamo chiedere alle famiglie di Caulonia di pagare su valori fissati quindici anni fa e ormai lontani dalla realtà. Abbiamo scelto di rimettere mano a questi parametri con serietà, affidandoci a criteri tecnici e verificabili, perché vogliamo un Comune che chieda il giusto e che sappia spiegare ogni euro che chiede».
Sulla stessa linea il vicesindaco Giovanni Maiolo, che guarda anche agli effetti sul territorio: «Aggiornare questi valori significa riconoscere com’è cambiato il nostro paese. Ci sono terreni edificabili solo sulla carta, in zone difficili da raggiungere o gravate da vincoli, per i quali i proprietari hanno continuato a pagare come se nulla fosse. Rimettere ordine vuol dire alleggerire chi oggi paga troppo e, allo stesso tempo, dare un segnale a chi sceglie di restare, di investire e magari di costruire qui la propria casa». Per il vicesindaco l’obiettivo è «un rapporto più giusto tra il Comune e i contribuenti, in cui le tasse siano commisurate alla realtà del territorio e non a parametri superati dal tempo».

