L'associazione: «Occorre un'iniziativa politica nazionale per il superamento della legge n° 56 del 7 aprile 2014, che ha soppresso la sovra popolarenità sancita dalla Costituzione (art. 1) per le elezioni dei Consiglieri delle Città Metropolitane»
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«Oggi, Sindaci e Consiglieri comunali del territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria si recano alle urne per eleggere i Consiglieri metropolitani . Si tratta di una elezione indiretta, a differenza di quanto avveniva per le elezioni dei Consigli Provinciali, che elimina il voto diretto dei cittadini.
Se Piero Calamandrei le madri ed i padri costituenti – sottolinea in una nota Ampa venticinqueaprile – avrebbero dovuto prevedere le incredibili e devastanti normative delle attuali leggi elettorali (comunali, metropolitane, regionali e nazionali) probabilmente avrebbero introdotto nella Carta Costituzionale norme elettorali vincolanti per realizzare in concreto la sovranità popolare.
Nel caso delle elezioni dei Consigli Metropolitani la normativa non solo è incostituzionale ma è addirittura grottesca ed irrazionale in quanto prevede il cosiddetto “voto ponderato”, in applicazione del quale il voto di un Consigliere comunale di un piccolo comune del territorio reggino (86 comuni su 95) “pesa” 30/50 volte meno di quanto “pesa” un Consigliere del Comune di Reggio Calabria, per cui il Consiglio Metropolitano risulterà eletto, quasi per intero, dai Consiglieri del Comune capoluogo. C on questo inaccettabile sistema elettorale capita che il consigliere eletto in un piccolo comune potrebbe avere ottenuto un numero di voti superiore a quelli di uno dei consiglieri eletti a Reggio Calabria ma “pesa” molto meno, quasi nulla.
Si tratta, con evidenza, di una normativa elettorale palese in contrasto con l'art. 48 della Costituzione (“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto…”)», conclude Ampa venticinqueaprile.

