Il sindaco di Rocella Jonica, Vittorio Zito, denuncia la scarsa pubblicità data alle nuove norme e le difficoltà per i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, di espletare tutti i passaggi richiesti dalla legge. Per questo ha scritto ad Anci e Crui
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A ogni elezione in Calabria si tira fuori un dato, quello dell’astensionismo. La nostra regione figura fra quelle meno appassionate alle urne. Ma il motivo non è solo la disaffezione di molti alla politica, ma anche gli elettori che sono effettivamente presenti sul territorio. Il numero degli aventi diritto al voto in Calabria supera di poco il milione e otto. Ci sono però circa 250/300.000 persone che pur mantenendo la residenza in Calabria vivono stabilmente fuori regione e non tornano per votare.
Sono per lo più lavoratori, ma anche tantissimi studenti. I cosiddetti “fuori sede” a cui il Governo finalmente ha dedicato una legge per permettere un voto da remoto. Il problema è che la legge è molto complessa e il diritto al voto in altra regione rischia di essere solamente teorico. Vediamo come funziona.
Il cittadino deve presentare una domanda con validità annuale direttamente al Comune di domicilio e non a quello di residenza. Il termine ordinario è il 31 dicembre di ciascun anno (per votare l'anno seguente). Alla domanda vanno allegati una copia del documento d'identità e una certificazione attestante la permanenza minima di nove mesi in quel comune, sostituibile con un'autodichiarazione. Il Comune di domicilio richiede la conferma dell'elettorato attivo al Comune di residenza e, subito dopo, predispone per le sezioni le liste elettorali aggiuntive. Entro il decimo giorno antecedente il voto, il Comune rilascia l'attestazione di ammissione. Il giorno delle elezioni l'elettore deve recarsi al seggio esibendo l'attestazione, un documento d'identità e la tessera elettorale.
Il sindaco di Roccella Jonica, Vittorio Zito, definisce il nuovo sistema un «meccanismo ferraginoso» che rischia di rendere il diritto di voto inapplicabile per centinaia di migliaia di studenti e lavoratori. Poiché la procedura coinvolge due Comuni diversi (quello di domicilio e quello di iscrizione elettorale), le commissioni elettorali circondariali e il Ministero dell'Interno, basta un singolo "anello debole" - come una mancata risposta tempestiva tra Comuni o un avviso non pubblicato - per far decadere il diritto di voto. Inoltre Zito sottolinea come la scadenza e le modalità operative sono pressoché sconosciute alla maggior parte dei cittadini.
Per scongiurare questo pericolo, Roccella Jonica, si è portata avanti con il lavoro. Innanzitutto istituendo l'elenco comunale dei fuori sede, nominando un referente incaricato e attivando un indirizzo PEC dedicato per gestire pratiche e comunicazioni. È stato predisposto un punto informativo accessibile tramite i canali social comunali per fornire assistenza diretta e rispondere ai dubbi dei concittadini domiciliati fuori regione. Il sindaco Zito ha scritto anche all’Anci per chiedere supporto ai Comuni, soprattutto quelli più piccoli. Ma soprattutto la promozione di un'azione di informazione coordinata con la CRUI (Conferenza dei Rettori) e con il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari). In particolare alla Crui Zito chiede di dare massimo risalto alla scadenza del 31 dicembre attraverso tutti i canali degli atenei associati, inclusi portali web, newsletter, canali social, applicazioni e sportelli informativi.
Insomma bisogna fare di tutto affinché una conquista così importante, soprattutto per regioni a forte migrazione come la Calabria, non può passare essere vanificata. Del resto i ragazzi che protestavano nelle piazze chiedono anche di poter decidere per il loro futuro. Agevolare il diritto al voto è un modo per garantirlo.

