Con profonda indignazione, l’Amministrazione Comunale di Caulonia rende noto alla cittadinanza quanto comunicato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria – Distretto Sanitario Locride.
L’Asp ha comunicato al Comune di Caulonia, alla Stazione dei Carabinieri e al Coordinamento Suem he la postazione di continuità assistenziale (guardia medica) di Caulonia rimarrà chiusa nelle seguenti date e fasce orarie:
 1 giugno 2026, dalle ore 10.00 alle ore 20.00

2 giugno 2026, dalle ore 08.00 alle ore 20.00
6 giugno 2026, dalle ore 10.00 alle ore 20.00
8 giugno 2026, dalle ore 08.00 alle ore 20.00

La motivazione addotta è la persistente impossibilità di reperire sanitari disponibili ad accettare incarichi a tempo determinato per la copertura dei turni scoperti. Una giustificazione che, per quanto comprensibile sul piano organizzativo interno dell’Azienda, non può in alcun modo essere scaricata sulle spalle dei cittadini.
«Quello che ci è stato comunicato dall’Asp è inaccettabile», con queste parole il sindaco Francesco Cagliuso esprime la posizione netta dell’Amministrazione.
«Caulonia è un paese con un territorio di oltre 102 chilometri quadrati, con frazioni sparse e una popolazione che include anziani, persone fragili, bambini. L’ospedale più vicino si trova a Locri, a oltre 37 chilometri di distanza su strada
— quasi tre quarti d’ora in auto in condizioni normali, molto di più in presenza di traffico. Lasciare questo territorio senza guardia medica per intere giornate significa abbandonare i cittadini a se stessi, e l’Amministrazione non è disposta ad accettarlo».
Sul piano dei principi, è il Vicesindaco Giovanni Maiolo a essere ancora più diretto: «L’articolo 32 della Costituzione italiana è cristallino: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Non si tratta di un diritto negoziabile, non si tratta di un servizio accessorio. La guardia medica è il presidio minimo di civiltà sanitaria che lo Stato deve garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal fatto che viva in una grande città o in un paese della Calabria. Ogni ora di chiusura della postazione di Caulonia è un’ora in cui quel diritto costituzionale viene negato. E questo è una vergogna» Maiolo riconosce le difficoltà
gestionali dell’asp, ma è netto nel rifiutare che siano i cittadini a pagarne il prezzo: un paese con le caratteristiche orografiche e territoriali di Caulonia, con frazioni distanti tra loro e a quasi 40 chilometri dall’ospedale di Locri, non può restare sprovvisto di un presidio medico di base. «Le emergenze non si programmano, e le crisi sanitarie non rispettano le fasce orarie dei turni scoperti».
L’amministrazione Comunale di Caulonia chiede formalmente e con urgenza all’asp di Reggio Calabria – Distretto Sanitario Locride di:
1. Trovare immediatamente soluzioni alternative alla chiusura della postazione, attraverso la mobilità interna del personale medico, convenzioni con professionisti, o qualunque altro strumento disponibile;
2. Garantire la continuità del servizio nelle date indicate, in rispetto del diritto alla salute sancito dalla Costituzione;
3. Aprire un tavolo urgente con l’Amministrazione Comunale per definire misure strutturali che impediscano il ripetersi di questa situazione.

Il Comune di Caulonia non rimarrà in silenzio di fronte a una simile violazione dei diritti fondamentali dei propri cittadini e si riserva di valutare ogni azione possibile a tutela della salute pubblica del proprio territorio.