«I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulle liste d’attesa, acclarati dal monitoraggio sull'ultimo bollettino Agenas, confermano come, in Calabria, per ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico nei tempi previsti, sia sempre più difficile». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Falcomatà, commentando le cifre relative ai primi nove mesi del 2026 e sottolineando «un problema preoccupante che incide direttamente sul diritto alla salute dei cittadini».

«Rispetto allo stesso periodo del 2025 - spiega - la quota di prenotazioni rispettose dei tempi previsti è diminuita del 2,7% per le prime visite e di 2,1 punti per gli esami diagnostici. La Calabria è fra le regioni che peggiorano in entrambi gli indicatori. Lo scorso anno, inoltre, il 10,4% dei calabresi ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, contro una media nazionale del 9,6%».

«I calabresi - afferma Falcomatà - rinunciano alle cure, rinviano le visite, sono costretti ad aspettare o a rivolgersi al privato. È su questa realtà che la Regione deve misurare l’efficacia delle proprie politiche».

«Mentre i cittadini aspettano - continua Giuseppe Falcomatà - dobbiamo capire perché risorse destinate a migliorare l’accesso alle cure non siano state interamente utilizzate. Il presidente Occhiuto, già commissario straordinario per la sanità regionale, chiarisca quali ostacoli abbiano impedito di trasformare i fondi in visite ed esami e quali responsabilità emergano nella gestione».

«Già nel 2024 - ricorda il consigliere Pd - proprio durante il commissariamento Occhiuto, erano stati annunciati finanziamenti per il recupero delle prestazioni arretrate. Poi, nel 2025, sono stati presentati piani aziendali, aperture straordinarie e interventi per aumentare l’offerta. Eppure, i dati più recenti segnalano un arretramento nel rispetto dei tempi».

«Non basta annunciare stanziamenti e misure straordinarie», prosegue Giuseppe Falcomatà concludendo: «Il peggioramento registrato impone una verifica trasparente dei risultati e dell’impiego delle risorse. La responsabilità politica della Regione è oggi garantire coordinamento, controllo e, evidentemente, correzioni efficaci».