È stata una campagna elettorale sui generis quella che sta per concludersi. Alzi la mano chi non lo crede. Partita un po' in sordina nell’afa estiva, nessuno avrebbe pensato che la tornata elettorale più bistrattata dagli italiani – basti pensare che al voto si reca una forbice di elettori che va in media dal 10 al 20% - potesse catalizzare l’attenzione di tutto il Paese. Le Suppletive che decreteranno il nuovo parlamentare calabrese a Montecitorio si sono rapidamente trasformate in un test nazionale nel momento in cui il generale Vannacci ha deciso di misurare la forza elettorale di Futuro nazionale. Per farlo ha scelto di arruolare tra i nuovi avanguardisti anche Domenico Giannetta, consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella che ha consumato lo strappo proprio con gli azzurri, aprendo di fatto un vero e proprio vespaio di polemiche che si sono rincorse a suon di botta e risposta, degenerate in un confronto, a distanza, a tratti non proprio edificante.

Ma uno dei temi che più di altri ha tenuto banco in questa campagna elettorale è stato quello dell’identità, dell’appartenenza territoriale, della regginità, che ha contribuito a far salire i toni, trasformando di sovente il confronto in scontro. Ma a ben vedere e senza farla tanto lunga la pietra dello scandalo, in un certo senso alberga in tre su quattro delle compagini che si presentano per ottenere il voto nel Collegio 5.

Se d’altra parte era ed è acclarato il fatto che Fabio Roscioli sia un romano de Roma, per così dire prestato agli interessi della città, sotto le insegne di Forza Italia, è pur vero che chi lo ha additato come quello che non potrà neanche votarsi, rimarrà deluso nel sapere che tre su quattro candidati non hanno questa facoltà. Detto di Rosciolil, non potrà recarsi alle urne neanche Francesco Toscano leader di Democrazia sovrana popolare, residente a Gioia Tauro, e non andrà al seggio neanche Domenico Giannetta, più volte appellato quale “reggino” doc, ma residente a Oppido Mamertina con l’intera famiglia. Come Roma, Gioia Tauro quanto Oppido non rientrano nel collegio n°5, e dunque, tra i tre litiganti l’unico a godere di questo privilegio sarà Frank Benedetto, newyorkese di nascita ma reggino d’adozione.