Il Movimento La Strada con Saverio Pazzano inserisce tra i punti qualificanti del proprio programma l’introduzione del salario minimo comunale, come strumento concreto per contrastare il lavoro povero e garantire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori che operano sul territorio.
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«Il salario minimo comunale è una misura di giustizia sociale che può e deve essere adottata dagli enti locali, a partire dagli appalti e dai servizi esternalizzati», dichiara Saverio Pazzano.
La proposta prevede che il Comune si impegni a riconoscere e far rispettare una soglia salariale minima in tutti i contratti, appalti e affidamenti che coinvolgono risorse pubbliche, contrastando il dumping salariale e le forme di sfruttamento più diffuse.
Questa impostazione è già stata messa alla prova nei fatti: è la stessa linea di impegno che il Movimento La Strada ha portato avanti nella lunga vertenza per il miglioramento delle condizioni contrattuali degli assistenti educativi comunali, dimostrando come anche a livello locale sia possibile incidere concretamente sulle politiche del lavoro quando si mantiene una posizione coerente e determinata.
«I Comuni non possono voltarsi dall’altra parte – prosegue Pazzano –. Hanno il dovere di usare il proprio potere amministrativo per migliorare concretamente le condizioni di vita delle persone. Il salario minimo comunale è una scelta politica chiara: stare dalla parte di chi lavora».
Il salario minimo comunale è un percorso intrapreso da altre amministrazioni comunali e La Strada crede debba essere un punto determinante per qualunque amministrazione comunale. Si parla tanto di chi va via e del perché va via... Bene: uno degli ineludibili punti programmatici deve essere che l'Amministrazione Comunale costruisca i propri bandi partendo dal fatto che nessuna collaborazione con il Comune potrà avvenire se -siano essi appalti o subappalti- insieme alle ovvie garanzie per lavoratrici e lavoratori, non vi sarà quella di un salario minimo.
Il Movimento La Strada si è già battuta per questo ai tavoli tecnici e nelle piazze e ribadisce così la propria visione di una città più giusta e solidale, in cui il lavoro torni a essere un elemento di dignità e non di precarietà, e in cui le proposte programmatiche poggiano su un impegno già dimostrato nel tempo.

