Il segretario del circolo cittadino Enzo Musolino denuncia il peso dei prestiti contratti tra il 2013 e il 2020: «Serve un percorso di verità, investimenti e servizi per uscire dalla spirale del dissesto».
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Secondo Musolino, il problema del debito accomuna numerose amministrazioni che hanno attraversato la fase del dissesto finanziario. «Oggi – afferma – si stanno pagando i prestiti attivati per coprire i vecchi buchi di bilancio, in un circolo vizioso che limita fortemente l'azione amministrativa».
Per l'esponente del Partito Democratico, è necessario «spezzare questo meccanismo», rispettando gli impegni assunti e ricostituendo i fondi obbligatori, così da creare le condizioni per nuovi investimenti e liberare il futuro del Comune dal peso del passato.
Musolino evidenzia inoltre come il peso dell'indebitamento rischi di incidere sulla qualità dei servizi essenziali, determinando «cittadini di serie A e cittadini di serie B». Da qui la richiesta di un duplice intervento: da un lato un'azione perequativa del Governo nazionale per garantire diritti e servizi uniformi, dall'altro il lavoro degli organi di controllo per accertare le eventuali responsabilità nella gestione che ha portato all'attuale situazione finanziaria.
«Più che individuare i colpevoli – sostiene – alla buona politica serve comprendere come e perché si sia arrivati a un debito di queste dimensioni. Se vi sono responsabilità contabili, sarà la Corte dei Conti a fare il proprio corso. Il principio guida deve essere "mai più", attraverso nuove prassi amministrative e percorsi virtuosi».
Nella parte finale della nota, il segretario del circolo dem rivolge un attacco politico al Governo nazionale. Secondo Musolino, mentre Villa San Giovanni continua a fare i conti con le conseguenze dell'indebitamento, «le destre continuano a riproporre l'Autonomia differenziata per il Nord e il Ponte sullo Stretto come strumento di distrazione di massa».
Per il rappresentante del Pd, il rischio è che il territorio venga considerato soltanto in vista delle prossime scadenze elettorali. «L'obiettivo reale di chi governa a Roma – conclude – è cristallizzare le diseguaglianze e certificare la subalternità di Villa San Giovanni, dell'area dello Stretto e dell'intero Mezzogiorno».

