Ancora una volta Francesco Cannizzaro ha spiazzato tutti. Lo dimostra il fatto che non si placa minimamente il riverbero dell’ultimo roboante annuncio, se è vero come è vero che il suon nome ha risuonato parecchie volte anche nell’ultimo consiglio comunale, e non solo sulla bocca dei suoi aficionados. Ok, si parlava di circoscrizioni, e il contributo del deputato reggino al rilancio del decentramento a Reggio è risaputo ed ormai riconosciuto. Ma nell’aula di palazzo San Giorgio ha fatto capolino anche la nuova iniziativa messa in campo – come ama dire lui – per la città.

Cannizzaro ha sorpreso tutti, perché tutti si aspettavano l’annuncio più atteso, vale a dire quello relativo al nome del candidato sindaco che, i fedeli alleati del centrodestra, hanno demandato con tanto di nota scritta e firmata, proprio al segretario regionale degli azzurri calabresi. E invece, questa volta, il deputato reggino, puntando come al solito in alto, ha immaginato una vetrina nazionale e internazionale per Reggio Calabria, rappresentata dal Vinitaly and the city. Un’opportunità enorme per la città che si fa scenario anche in un mondo, quello del vino, in continua evoluzione. Basti pensare alle notevoli opportunità di crescita che offre il settore enologico, con un mercato globale stimato a 430 miliardi di dollari entro il 2033. E basti guardare ai numeri che hanno segnato l’esperienza di Sibari, arrivata alla sua terza edizione, con oltre 80 cantine partecipanti e un'area – il Parco archeologico - dedicata alle eccellenze gastronomiche. La scorsa edizione ha superato abbondantemente le 20 mila presenze, confermandosi come un evento chiave per la promozione del vino, ma anche del turismo enogastronico. Una macchina gigantesca che ha visto impiegati qualcosa come 400 figure tra professionisti del settore e non. Insomma non un carrozzone immobile fine a sé stesso.

Ecco, il Vinitaly and the city che si terrà l’1 e il 2 agosto prossimi sul Lungomare va visto in questa prospettiva, e non come sostengono alcuni detrattori come «l’ennesimo spot elettorale» o peggio ancora un evento da cartellone dell’estate reggina. Anche perché, al di la di come finiranno le prossime elezioni, se tutto andrà per il verso giusto, la kermesse enologica è destinata a diventare un appuntamento fisso in riva allo Stretto, dove la magia della natura dei luoghi e la storia millenaria della città, possono rappresentare un unicum nel sud Italia.

Non si tratta quindi solo di un annuncio, ma di una vera e propria opportunità da cogliere al volo dalla città, con responsabilità e le giuste alleanze istituzionali.

Va da sé che naturalmente Cannizzaro può sfruttare elettoralmente questo suo nuovo impegno per la città, che arriva a pochi giorni – i soliti informati parlano della prossima settimana – dalla presentazione del candidato sindaco per il centrodestra. Ma un dato è certo, qui si tratta di una cosa concreta per la città, nata da una sinergia istituzionale che, oggettivamente, funziona da tempo in un sodalizio – quello con il presidente Occhiuto - che ha favorito la rinascita anche del Tito Minniti, senza dimenticare quella idea lanciata tempo fa per ridisegnare anche il porto attraverso risorse che pure sono state trovate tra le pieghe degli ormai famigerati emendamenti Cannizzaro. La città ha già dimostrato di essere pronta ad accogliere i grandi eventi, come il capodanno Rai, che ha richiamato tanti turisti grazie proprio alla felice ripartenza dell’aeroporto.

Che siano iniziative con un unico filo conduttore, come effettivamente sembra, dovrà però dimostrarlo quella nuova classe dirigente che lo stesso Cannizzaro ha promesso alla città e che dovrà rappresentare anche il motore di quel programma ambizioso per Reggio presentato nel giorno di San Valentino.