Seduta consiliare ad alta tensione quella svoltasi il 5 giugno presso il Comune di Laureana di Borrello. Il Consiglio comunale, convocato anche a seguito delle sollecitazioni della Prefettura di Reggio Calabria per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, si è concluso con l’abbandono dell’aula da parte del gruppo di opposizione “Uniti per il Progresso”, che ha denunciato una grave compressione delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali.

Al centro della contestazione, la decisione dell’amministrazione di integrare l’ordine del giorno soltanto il giorno precedente alla seduta con una serie di punti definiti “urgenti e sopravvenuti”. Una scelta che, secondo i consiglieri di minoranza, avrebbe impedito un’adeguata analisi della documentazione e una partecipazione piena e consapevole ai lavori dell’assemblea.

Tra gli argomenti aggiunti figuravano il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, l’adesione alla cosiddetta “rottamazione”, il Piano comunale di Protezione civile, l’istituzione del servizio educativo denominato “Sezione Primavera” e il riconoscimento di debiti fuori bilancio, temi ritenuti di particolare rilevanza per la comunità e per i quali l’opposizione avrebbe voluto approfondire il contenuto prima della discussione.

In apertura dei lavori, il gruppo “Uniti per il Progresso” ha inoltre sollecitato chiarimenti sulle condizioni di manutenzione del territorio comunale, segnalando lo stato di abbandono di diverse strade e aree pubbliche. Secondo quanto evidenziato dai consiglieri di minoranza, in numerosi punti del paese la mancata pulizia e la crescita incontrollata delle erbe infestanti avrebbero reso alcuni tratti difficilmente percorribili, con marciapiedi completamente invasi dalla vegetazione.

Dopo la discussione e l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, sul quale l’opposizione ha espresso perplessità in merito alla gestione dei pagamenti nei confronti di commercianti e imprese, il gruppo consiliare ha formalmente depositato una richiesta di differimento dei punti inseriti all’ultimo momento nell’ordine del giorno.

La proposta, tuttavia, non è stata accolta dalla maggioranza. A quel punto i consiglieri di opposizione hanno deciso di lasciare l’aula, definendo il gesto una forma di protesta politica contro un metodo di lavoro ritenuto incompatibile con il corretto esercizio del mandato consiliare.

In una nota, il gruppo ha sostenuto che le modalità adottate avrebbero compromesso le condizioni necessarie per svolgere in maniera efficace il ruolo di controllo e indirizzo politico attribuito ai consiglieri comunali, incidendo sulle garanzie previste dall’ordinamento e sulla piena trasparenza dell’attività amministrativa.

Una presa di posizione netta che apre un nuovo fronte di confronto politico all’interno dell’assemblea cittadina e che riporta al centro del dibattito il tema del rispetto delle procedure e dei diritti delle minoranze consiliari.