Dopo la deliberazione della Corte dei Conti, il consigliere comunale lancia l'allarme sulla massa passiva da 15,8 milioni di euro e l'uso del FAL: «Serve una fase due, l'onesto non può pagare per chi elude». Presentato un piano di cinque correttivi strutturali
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Il bilancio non è un freddo elenco di cifre, ma lo specchio dei diritti dei cittadini. Parte da questo presupposto etico e politico l'affondo del consigliere comunale di Locri Raffaele Sainato, che ha scosso l’ultima assise cittadina presentando una durissima e dettagliata relazione sulla Deliberazione della Corte dei Conti. Un intervento che fotografa un Comune di Locri ancora in bilico su un crinale finanziario pericoloso, nonostante la procedura di dissesto avviata nel lontano 2017.
I magistrati contabili della Sezione Regionale della Calabria hanno sollevato rilievi pesanti. Sebbene il Piano di esenzione del dissesto sia stato trasmesso al Ministero dell'Interno nell'aprile del 2025, la massa passiva residua fa tremare i polsi: quasi 15,8 milioni di euro di debiti ancora da pagare. Una situazione che rischia di travolgere la gestione in bonis se non si troverà un canale di comunicazione immediato con l'Organo Straordinario di Liquidazione (OSL). A questo si aggiunge la crisi cronica di liquidità: al 31 dicembre 2024, i debiti commerciali correnti dell’ente ammontavano a ben 15,5 milioni di euro, con un ritardo sistema0co nel pagamento dei fornitori.
Il fulcro dell'indagine contabile di Sainato si è concentrato sulla gestione del Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL). Richiamando le storiche sentenze della Corte Costituzionale, il consigliere ha censurato il rischio di un "impiego circolare" del fondo. «Il FAL è nato per pagare i debiti certo ed esigibili, non può trasformarsi in un espediente per drogare la capacità di spesa dell'ente, mascherando disavanzi strutturali che prima o poi ricadranno sulle spalle della collettività», ha scandito Sainato in aula.
Altro punto dolente è la capacità di riscossione del Comune, definita «del tutto inadeguata». Il mancato recupero dell'evasione sui tributi locali (TARI e Servizio Idrico in primis) ha costretto l'ente a gonfiare il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), cresciuto del 31,45% in un solo anno. Risorse vitali letteralmente congelate. «Dobbiamo spezzare il circolo vizioso per cui l'onesto paga anche per chi elude», è stato il richiamo del consigliere, che ha chiesto la riorganizzazione immediata dell'Ufficio Tribu0 e, se necessario, l'esternalizzazione della riscossione coatta per evitare la prescrizione dei crediti.
Per rispondere al diktat dell'articolo 148-bis del TUEL, che impone l'adozione di misure correttive entro 60 giorni, Sainato ha depositato una proposta in cinque punti: riorganizzazione dei tributi ed emissione tempestiva dei ruoli; cassa blindata: istituzione di un registro informatizzato per le somme vincolate (sotto la lente i 1,8 milioni di euro del decreto "Sostegni-bis") con verifiche mensili; priorità cronologica ai pagamenti e divieto di assumere impegni di spesa se non supportati da incassi reali; monitoraggio semestrale dei 40 giudizi penden0 (tra cui la milionaria vertenza Novito Acque) per adeguare i fondi rischi; una nota tecnica entro 30 giorni per sterilizzare gli effetti del fondo sul risultato di amministrazione.
Nessuna polemica di retrovia, ma un appello alla responsabilità collettiva. Sainato ha chiesto al Consiglio Comunale di Locri di abbandonare la logica dell'emergenza perenne per inaugurare una stagione di programmazione prudente. «La vera autorevolezza di una classe dirigente si misura dalla capacità di dire verità anche scomode. Senza conti in ordine non c’è libertà d’azione né futuro per il nostro territorio. Da questa situazione – ha concluso – non ci si salva da soli».

