Previsto un investimento da 2,15 miliardi per archiviare la continua ricerca affannosa delle coperture, con 500 milioni a valere sul Fondo per interventi strutturali di politica economica e 1.650 miliardi sul Fondo per le opere indifferibili
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Il candidato del centrodestra pensa ad una città suddivisa in grandi centri e punta forte sul superamento dell'emergenza rifiuti e della crisi idrica. Sul bilancio: «Falcomatà dice bugie»
«Più sicurezza sui nostri mari, meno tasse per chi lavora nella sanità e risposte attese da anni dal mondo della scuola: la Lega porta a casa risultati fondamentali per i cittadini. Gli emendamenti a mia firma approvati in legge di bilancio sono il frutto di un ascolto costante delle istanze locali e delle categorie produttive».
La Senatrice della Lega, Tilde Minasi, interviene a commento della nuova Legge di Bilancio in votazione al Parlamento, soffermandosi in particolare sugli emendamenti da lei voluti, a partire da quello sul caro materiali.
«In Italia – spiega la Senatrice – abbiamo quasi 13mila cantieri per circa 91 miliardi che, senza meccanismo di compensazione dei prezzi, rischiavano di fermarsi o ritardare. Tra questi anche migliaia di opere del Pnrr e grandi opere attese da anni.
Questi cantieri sono stati avviati prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti che ha introdotto l’adeguamento dei prezzi e dunque hanno richiesto continue proroghe per fruire del meccanismo dei ristori e poter andare avanti. Ecco perché ho voluto un emendamento che potesse coprire il pregresso e introducesse una “mini-riforma” per stabilizzare il meccanismo.
Abbiamo ascoltato innanzitutto le voci dei costruttori – prosegue Minasi – che denunciano da tempo extra-costi fino al 30% in più rispetto al bando originario, e abbiamo previsto un investimento da 2,15 miliardi per archiviare il sistema dei rimborsi con la continua ricerca affannosa delle coperture, prevedendo 500 milioni a valere sul Fondo per interventi strutturali di politica economica e 1.650 miliardi sul Fondo per le opere indifferibili.
La revisione dei prezzi – prosegue la Senatrice – diventa, inoltre, automatica, grazie all’istituzione del prezzario nazionale, aggiornato ogni anno dal Mit di concerto con il Mef. Si garantirà così un riferimento omogeneo per progettisti e stazioni appaltanti e, da un lato, si eviteranno aumenti ingiustificati, dall’altro si consentirà a tutti gli appalti per opere pubbliche riferiti a gare pubblicate entro il 30 giugno 2023 di aggiornare appunto i prezzi riferendosi direttamente agli stati di avanzamento in base ai prezzari aggiornati ogni anno. E, a presidio del sistema, nasce infine l’Osservatorio sperimentale per il monitoraggio dei prezzi delle opere pubbliche.
Insomma, innovazioni fondamentali per completare il sistema già ottimamente riformato dal nuovo Codice degli appalti e consentire davvero il progresso del Paese: come aveva detto la Presidente Ance Federica Brancaccio, “se si bloccano le opere difficilmente l’Italia riuscirà a raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati”».
Ma gli interventi che la Senatrice leghista commenta positivamente non si limitano a questo emendamento:
«Diamo ossigeno al comparto sanitario e socio-assistenziale – dice ancora – con l'introduzione della flat tax al 5% sugli straordinari per gli infermieri delle strutture private accreditate e per tutto il personale dipendente delle RSA e dei centri residenziali. Una misura di equità fiscale che riconosce il valore di chi si prende cura dei più fragili e tutela il diritto alla salute.
Sul fronte sicurezza e trasporti, potenziamo l’organico delle Capitanerie di porto.
Inoltre – continua Minasi – valorizziamo il capitale umano del nostro Paese, sbloccando la mobilità per i dirigenti e il personale scolastico, compreso quello dei licei musicali, e assicurando che ogni euro del Fondo sviluppo e coesione venga ripartito di concerto con le regioni.
Non annunci, ma fatti che migliorano la vita quotidiana di lavoratori e famiglie: la Lega al governo si conferma garanzia di concretezza.
Infine – sottolinea la Senatrice – ricordo che con questa manovra guardiamo con determinazione al futuro del Mezzogiorno: grazie alla conferma e al rifinanziamento, con circa 4 miliardi di euro nel triennio, della ZES Unica, sosteniamo gli investimenti e lo sviluppo produttivo in tutte le regioni del sud, Calabria compresa, attraverso un impegno corale della maggioranza che mette la crescita al centro dell’azione di governo».

