Il segretario cittadino del Pd di Villa San Giovanni interviene dopo l'inchiesta della Procura di Roma: «Andava fermato tutto e riportate le criticità alla fase progettuale»
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«La responsabilità penale è personale e va accertata nel massimo rispetto delle forme e della tutela dei diritti». Parte da questo presupposto l'intervento di Enzo Musolino, segretario cittadino del Partito Democratico di Villa San Giovanni, che commenta le notizie relative all'inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto.
Secondo Musolino, al di là delle ipotesi investigative, la vicenda pone una questione più ampia e politica. «Ciò che mi colpisce non riguarda il caso specifico, ma la capacità di un'illusione politica così attentamente costruita, quella del Ponte come mito della grande opera attrattiva di fondi enormi, di corrompere le ordinarie dinamiche economiche di un territorio».
Per l'esponente dem, il territorio dello Stretto avrebbe bisogno di «navi green e di competizione sull'attraversamento» e non di «un cantiere eterno e dell'ennesima incompiuta». Una situazione che, a suo giudizio, avrebbe favorito «interessi, azioni e attività opache non legate all'interesse della collettività o dello Stato».
Musolino parla inoltre di «lassismo morale» che avrebbe accompagnato il progetto e critica il percorso seguito negli ultimi anni. «Ci si è arresi davanti a una procedura che sembrava inarrestabile, rafforzata dall'uso spregiudicato dei decreti legge e da una produzione normativa asservita alle esigenze dei privati e non del settore pubblico».
Nel suo intervento il segretario del Pd villese richiama le posizioni sostenute negli anni dal Circolo Pd "T. Giordano" e dal movimento Titengostretto. «Sin dall'inizio abbiamo chiesto di fermare tutto, riportare le criticità tecniche alla fase progettuale e pensare, eventualmente, a un nuovo bando pubblico di rilevanza comunitaria, dopo aver affrontato le obiezioni ingegneristiche e ambientali sollevate dal fronte No Ponte».
Infine l'affondo politico contro il ministro delle Infrastrutture. «Da oggi l'azzardo di Salvini, l'impropria accelerazione che ha inchiodato Villa San Giovanni, Messina e Reggio Calabria a un diktat autoritario, è definitivamente relegato al passato». Secondo Musolino, saranno comunque i cittadini italiani a esprimersi sulla vicenda «con il voto del prossimo anno per il rinnovo del Parlamento».

