Un incontro che ha provato a spostare l’orizzonte del dibattito pubblico oltre la cronaca quotidiana degli sbarchi. Il dibattito a più voci sul tema “Chi è italiano oggi?” è stato promosso dalla sezione locale del Partito Democratico per riflettere sul legame tra cittadinanza, immigrazione e prospettive di crescita del Paese. Roccella Jonica non è stata scelta a caso come sede del confronto: la cittadina rappresenta infatti, dopo Lampedusa, il principale punto di approdo per i migranti soccorsi dalla Guardia Costiera. Come è emerso durante la serata, per questo territorio l’accoglienza non è un tema da slogan elettorale, ma una realtà amministrativa e umana che si protrae da oltre trent’anni.

Il sindaco Vittorio Zito ha aperto i lavori portando la testimonianza di chi gestisce in prima linea le politiche di integrazione, sottolineando come la società italiana sia già, nei fatti, multiculturale nelle scuole e nei luoghi di lavoro. «Non possiamo più ignorare i numeri, ignorare che la società italiana è già per fortuna multiculturale – ha espresso il primo cittadino roccellese - nelle scuole, nei cantieri, nelle università, nelle imprese. Il tema non è se accogliere, ma come costruire integrazione vera, che dia speranza agli stranieri e serenità agli italiani. L'integrazione non è buonismo: è l'unico argine possibile al declino demografico e l'unica strada per garantire un futuro a chi arriva e al nostro Paese».

A dare sostanza scientifica alla discussione è stato il professor Vincenzo Romania, sociologo dell’Università di Padova, che ha illustrato i dati implacabili di quello che ha definito un vero e proprio "inverno demografico". I numeri esposti hanno fotografato un’Italia che invecchia rapidamente: a fronte di un’età media nazionale di 47,1 anni, la popolazione straniera si ferma a 35,9 anni, fungendo da argine al collasso del sistema. Tra il 2002 e il 2024, la popolazione attiva italiana ha subito una flessione di 3,6 milioni di persone, compensata solo parzialmente dagli ingressi dall'estero. Senza questo apporto, la quota di over-65 nel Paese sarebbe oggi sensibilmente più alta. Sul fronte economico, il contributo è apparso altrettanto determinante: gli immigrati costituiscono il 10% della forza lavoro e generano il 9% del PIL nazionale, pari a circa 164 miliardi di euro. Nel corso del 2023, i lavoratori stranieri hanno versato nelle casse dello Stato oltre 10,1 miliardi di euro di IRPEF, garantendo un saldo fiscale netto positivo di 1,2 miliardi.

L’intervento conclusivo di Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, ha richiamato la politica alle proprie responsabilità in merito alla riforma della cittadinanza, esprimendo una critica alle politiche migratorie dell’attuale governo, sostenendo che rendano più difficile la vita degli immigrati e dei richiedenti asilo. L’ex ministro ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale dei lavoratori stranieri in diversi settori del Paese, dall’assistenza agli anziani all’agricoltura e all’edilizia, evidenziando anche le esperienze di accoglienza presenti in Calabria. Il dibattito, moderato dal giornalista Michele Carlino, si è chiuso con l'auspicio che l'esperienza di Roccella possa diventare un modello per una proposta politica nazionale più coraggiosa e meno influenzata dalle paure strumentali.