«Fratelli d’Italia invoca serietà e attenzione sui soldi pubblici, sperperati per ragioni puramente ideologiche e per impugnare atti interlocutori.

Prendiamo atto della pronuncia del TAR Lazio che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria contro i pareri ambientali per il progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. «Il Tribunale ha ritenuto che gli atti impugnati siano endoprocedimentali e non immediatamente lesivi».

Alla questione prettamente ideologico-elettorale, il TAR ha frapposto la logica del diritto, non entrando proprio nel merito della questione ed anzi invocando che solo dopo la Delibera CIPESS i ricorrenti potranno presentare un nuovo ricorso, con una duplicazione dei costi e circa 200 mila euro spariti dalle casse comunali.

Una posizione coerente quella del TAR Lazio ma che si scontra con le difficoltà che vivono i cittadini ed in particolar modo i villesi, già prostrati da improbabili vincoli di legge ma sovrastati da una logica comunale impositiva asfissiante, che poi spreca, con perfetta coscienza e conoscenza, decine di migliaia di euro in azioni giudiziarie fallite prima ancora di cominciare.

Era chiaro a tutti che il ricorso degli enti sarebbe stato dichiarato inammissibile perché erano stati impugnati atti interlocutori e non definitivi. Ed altrettanto chiaro era per l’Amministrazione Caminiti che, già nel gennaio dello scorso anno, compreso il grave errore, rinunciava alla fase cautelare non richiedendo il prelievo del fascicolo perché fosse trattato nel merito. Tutto ciò con ogni probabilità per far trascorrere le elezioni regionali, con i leader dei 5 stelle in campo, l’ex sindaco metropolitano e la presidente del consiglio comunale di Villa san Giovanni, altro che urgenza a bloccare l’opera ponte.

Non si governano le città pensando alle elezioni e non si fanno scelte economiche sulle spalle dei cittadini per perseguire obiettivi politici personali.

Abbiamo trascorso tre anni in modo ondivago ed a fomentare e radicalizzare uno scontro senza senso, ignorando che i cittadini volevano solo tutela e che sarebbe inumano il solo pensare che un Governo possa realizzare l’opera pubblica più importante al mondo, ponendo a rischio l’integrità territoriale, della stessa opera e soprattutto centinaia di miglia di cittadini.

Non possiamo dimenticare i precedenti comportamenti dell’Amministrazione comunale, tra cui il rifiuto di consentire l’accesso alla documentazione amministrativa ricevuta da Stretto di Messina e le dichiarazioni pubbliche favorevoli all’opera da parte di esponenti locali, non ultima il neo presidente della Commissione Territorio.

Ancora una volta e ora da più parti si alza la denuncia su un iter amministrativo privo di trasparenza e provando a negare i documenti e gli atti alla città, a fronte di una Società del Ponte che è stata sempre disponibile a mettere a terra carte, strategie e documenti cui però si sono frapposti interessati opportunismi politici.

E’ tempo adesso che le amministrazioni pubbliche dello Stretto decidano una volta per tutte se vogliono effettivamente tutelare le popolazioni amministrate o vogliono ancora utilizzare strategie dirette a trarne i migliori profitti da una situazione che sarà, oggettivamente, difficile per tutti.

Non saremo noi e non sarà l’Amministrazione Comunale e non sarà nessun partito locale a decidere se il Ponte si farà o meno: le opere strategiche di interesse nazionale le decide il Governo, con una legge che ha tenuto anche di fronte ai ricorsi in sede eurounitaria.

Noi, i cittadini e chiunque abiti il territorio dello Stretto, intende solo avere garantiti i propri diritti e sapere di essere amministrata con coscienza, trasparenza e soprattutto verità». Così in una nota Il Presidente del Circolo di FdI Antonio Messina.