Maggioranza e opposizione si sono confrontate sui temi del sistema elettorale con “listone unico” scelto e oggi approvato. Riconosciuto l’impegno di tutti gli attori, a cominciare dal deputato Cannizzaro. La maggioranza replica: «Senza le casse risanate tutto questo non sarebbe stato possibile»
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Reggio riabbraccia le sue circoscrizioni. Non saranno più quindici come eravamo abituati prima della loro soppressione, ma saranno cinque, di diversa estensione e con una popolazione media residente di circa 30 mila abitanti. La votazione, svoltasi in un clima tutto sommato disteso, non cancella le divergenze tra maggioranza e opposizione, consapevoli della necessità di un ritorno deciso al decentramento, ma è servito per portare all’attenzione della massima assise cittadina, e quindi dei reggini, la diversità delle posizioni tra le coalizioni che si affronteranno a maggio per il rinnovo del consiglio comunale.
A cominciare l’intensa e lunga trattazione del punto relativo all’istituzione delle Circoscrizioni è il delegato Giuseppe Giordano che si augura il voto unanime alla fine del percorso in aula, «non avvenuto solo con la scelta di inserire il punto nelle linee di mandato dell’amministrazione Falcomatà, ma con la costruzione di un modello che ha l’ambizione di riconnettere la comunità con le istituzioni, di favorire la partecipazione».
«In questi 16 mesi ho affrontato momenti anche di difficoltà, soprattutto in termini di sostenibilità» ha aggiunto Giordano che ricorda come si sia lavorato per questo obiettivo, anche perché l’istituzione delle circoscrizioni avrà una fase di introduzione che terminerà solo nel 2028. «Perché le circoscrizioni non sono solo un luogo fisico ma sono e saranno riempite di funzioni e servizi con il dichiarato obiettivo di valorizzare i territori che avranno la possibilità di determinarsi, perché saranno organi decisori e si determineranno attraverso le loro funzioni proprie e quelle delegate». Per Giordano, si tratta quindi di un investimento per la politica del futuro, un elemento che consentirà una maggiore partecipazione dei cittadini.
Giordano – che rende merito all’azione di Francesco Cannizzaro per ciò che riguarda la modifica del Tuel e la minoranza per il contributo apportato alla discussione - parlando dei 4 Titoli in cui è suddiviso il regolamento, si sofferma sulle funzioni: «sarà un percorso sfidante per dirigenti e futura classe dirigente, perché introdurre il decentramento significa guardare ad un nuovo modello organizzativo nella gestione dei servizi che potrà migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini».
Auspicando poi la concessione governativa di un contributo fisso annuale per il funzionamento del decentramento, Giordano conclude augurandosi anche lo stesso impegno mostrato dal centrodestra per il conferimento delle deleghe alla Città metropolitana. Augurio condiviso da Nino Castorina che pone nello story telling il suo ordine alle cose e quindi equiparando l’intervento di Cannizzaro al risanamento delle casse comunali operato dall’amministrazione comunale, bocciando però l’idea di un sistema elettorale diverso dal “listone” per evitare che in Circoscrizione vengano parcheggiati ex consiglieri comunali che non aiutano alla formazione di una nuova classe dirigente.
Il capogruppo di Forza Italia, Federico Milia, si dice emozionato per la fine di un percorso che ha visto impegnato il Consiglio comunale nella sua interezza. Lo fa non senza rinunciare ad una ricostruzione “storica” della vicenda, a cui ha contribuito con il suo impegno fattivo il deputato Francesco Cannizzaro. Per lui, «quando si lavora con serietà si possono raggiungere risultati importanti e cambiare il destino dei loghi, perché ridare vita ai quartieri significa dare linfa vitale al tessuto sociale cittadino». Poi la richiesta di mettere in votazione tre articoli in particolare per poi votare la proposta completa.
Demetrio Marino va dritto al punto più contestato dal centrodestra: il sistema elettorale scelto, che ricalca quello per i comuni sotto i quindicimila abitanti – «riduce la rappresentanza e comprime la partecipazione» dice il capogruppo meloniano -, a fronte di 5 circoscrizioni che contano in media almeno 30 mila abitanti, e una delimitazione dei confini che «doveva essere fatta meglio».
Minicuci ricorda di aver presentato una proposta diversa, che guardava all’istituzione dei Municipi, come nelle grandi città, al posto delle circoscrizioni, avvertendo che i problemi di ordine burocratico nasceranno quando dovranno dialogare i dirigenti che organizzano i servizi sul territorio e i funzionari che li devono esplicare nelle singole circoscrizioni. Per questo si dice disponibile «anche con chi verrà dopo» a dare una mano.
Scordino per la Strada presenta due emendamenti per inserire la possibilità per il presidente della circoscrizione di indire delle riunioni per raccogliere segnalazioni dai cittadini che dovrebbero avere la possibilità di veder verbalizzata la propria segnalazione.
Di responsabilità politica e amministrativa parla Peppe Marino declinandola anche in direzione di una sorta di selezione di classe dirigente che deve ora guardare ad un nuovo paradigma del governo del territorio, «non dal centro alle periferie, ma dalla periferia al centro».
Lettura completamente diversa è quella di Massimo Ripepi che vede nel sistema elettorale scelto un impedimento alla selezione della classe dirigente. Un sistema che invece creerebbe imbarazzo nei partiti in grado di poter presentare tante candidature, e che secondo il rappresentante di Alternativa popolare vale il 5% in termini di voti alle comunali, sottratto al centrodestra. A lui risponde Peppe Sera secondo cui il sistema elettorale non intacca la ratio che vuole la reintroduzione delle Circoscrizioni che non servono a offrire candidature ma una migliore gestione del territorio.
È Milia a illustrare gli emendamenti presentati dal centrodestra, chiedendo un modello elettorale più coerente e uguale a quello esistente per i Comuni sopra la soglia dei quindicimila abitanti. L’aula approva l’emendamento Giordano (che sana un refuso nel testo) e l’emendamento Scordino con l’astensione del centrodestra, ma boccia quello della minoranza a cui non bastano i propri voti.

