Con il deposito ufficiale all'ufficio protocollo dell'ente delle dimissioni irrevocabili e contestuali rassegnate dai sette consiglieri di opposizione e dall'ex vicesindaco, si è giunti al formale scioglimento del Consiglio comunale di Sant’Eufemia d’Aspromonte. L'atto presentato rappresenta l'epilogo di una profonda crisi politica esplosa lo scorso 11 agosto con la restituzione delle deleghe e della carica da parte del consigliere Violani, evento che aveva definitivamente azzerato la maggioranza del sindaco Pietro Violi. La comunità si avvia ora verso l'avvio delle procedure per la gestione commissariale, che condurrà il paese alle nuove consultazioni elettorali.

Il capogruppo dell'opposizione Giuseppe Polimeni ha spiegato come la decisione sia maturata al termine di quasi quattro anni di consiliatura e non rappresenti una scelta estemporanea, bensì un atto di grande responsabilità verso la comunità. Polimeni ha sottolineato che l'azione intrapresa non è una resa ma un gesto di dignità per mettere fine a una delle peggiori giunte della storia cittadina, ormai priva di numeri, paralizzata e senza visione. Nel suo intervento, il capogruppo ha denunciato la grave emergenza idrica che da due anni priva la popolazione dell'accesso all'acqua potabile a qualsiasi ora del giorno, trattata dall'esecutivo con estrema vaghezza e superficialità. Polimeni ha evidenziato come l'amministrazione abbia «tirato a campare» per anni inseguendo una maggioranza precaria e offrendo poltrone a tutti i costi per garantirsi una «stampella» in Consiglio. L'opposizione ha ricordato di «aver agito sempre con responsabilità, arrivando a votare a favore del bilancio di previsione durante ben tre crisi politiche e approvando soltanto una settimana fa una variazione d'urgenza nell'interesse dei cittadini, pur rifiutando di fare da sponda ad un'amministrazione ormai immobile». Per Polimeni, rimettere il mandato significa «restituire la parola al popolo per permettere ai cittadini di scegliere da chi farsi rappresentare attraverso una politica concreta e guidata dal buon senso».

A ricostruire la genesi politica della crisi è stata la consigliera Caterina Martino, la quale ha ricordato che la frattura risale al febbraio 2023, quando la scissione dal gruppo di maggioranza originario e la costituzione del gruppo misto insieme al consigliere Gentilomo avevano già ridotto al minimo la tenuta numerica dell'esecutivo. Martino ha sottolineato che durante i quattro anni della giunta Violi il paese «ha subito una netta retrocessione, caratterizzata dall'aumento delle tariffe, dai disservizi nel trasporto scolastico e nella gestione della raccolta differenziata, nonché dalla perdita di finanziamenti lasciati dalle giunte precedenti e dall'incapacità di intercettare nuovi fondi tramite bandi regionali o nazionali». La consigliera ha evidenziato come, nell'ultimo Consiglio comunale, di «fronte al voto favorevole dell'opposizione alla variazione di bilancio per i servizi ai cittadini, il sindaco abbia risposto alle richieste di chiarimenti sulla propria stabilità politica con l'ennesima affermazione vaga e superficiale». Martino ha riaffermato che le «dimissioni congiunte rappresentano la volontà di restituire dignità al territorio e consentire alla cittadinanza di eleggere a breve un'amministrazione unita e competente, capace di far risorgere il paese da uno stato di abbandono».

Sia Polimeni che Martino hanno concluso rimarcando che la responsabilità del fallimento amministrativo non può ricadere su chi ha svolto il proprio ruolo all'opposizione e che la gestione commissariale permetterà di ritrovare l'equilibrio istituzionale necessario per proseguire le attività già avviate.