Il segretario regionale di Forza Italia analizza il momento in vista delle elezioni di primavera e ribadisce il ruolo trainante degli azzurri nel guidare la coalizione nella scelta del candidato. Il briefing con gli alleati nei prossimi giorni: «Apertura e condivisione sono le parole chiave». E sul programma: «Noi ci siamo portati avanti…»
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«Siamo prontissimi, già da tempo». Francesco Cannizzaro è un’anguilla. Quando vorresti mettergli il microfono davanti fai necessariamente a pugni con la sua agenda. Oggi è a Roma, domani a Crotone, ma passa da Lamezia, e quando pensi di averlo “preso” è già in volo per Roma. D’altra parte sono giorni intensi e delicati questi. A Montecitorio la tensione è alta tra emergenza maltempo, decreto sicurezza e referendum sulla Riforma Nordio. Tornare da queste parti è però tutt’altro che una vacanza per il segretario regionale di Forza Italia. Lo sa anche lui. Più passano i giorni e più la tensione sale anche a queste latitudini. In ballo c’è il futuro della città di Reggio Calabria, e le attese del popolo di centrodestra, ma in generale della città, sono molto alte. Da quel 17 ottobre, quando dal pulpito di piazza Duomo l’impegno per la città di Cannizzaro assunse le sembianze di una maglietta amaranto, sudata, i reggini non si chiedono altro. Chi sarà il candidato sindaco del centrodestra?
Da allora tante precisazioni, alcuni distinguo, e un totonomi che in realtà non sembra decollare, visto che non trova tante alternative nell’immaginario collettivo. Di certo c’è che Francesco Cannizzaro, meticoloso com’è, e ugualmente attento alla forma nei rapporti politici, non vuole lasciare nulla al caso. In questa intervista esclusiva rilasciata al reggino.it analizza il momento con il piglio del leader, mostrandosi aperto a contributi esterni ma sedendosi al tavolo coi galloni di chi quella leadership, non solo sul territorio, ma anche all’interno della coalizione, se l’è guadagnata portando l’urna azzurra a percentuali considerevoli. Certo, dirà che non ha fatto tutto da solo, ma nel partito può godere di grande forza e stima proprio per via della sua verve e della capacità di coinvolgere i suoi anche dal punto di vista emotivo. Ecco perché, pur rimanendo per certi versi sibillino, su situazioni particolari, e anche chiacchierate, gonfia il petto quando si tratta di ribadire un concetto chiave: pur nella condivisione Forza Italia è, nei fatti, la forza trainante della coalizione e saranno gli azzurri a tenere il pallino del gioco nel tavolo di centrodestra. Come a dire, chi ha orecchie per intendere intenda.
Ma allora il candidato c’è, anche se manca l’ufficialità?
«Che la tanto attesa ufficialità del nome, come la chiama lei, ancora non ci sia lo ritengo un fatto politicamente normale. Non ricordo candidati a sindaco - da una parte o dall’altra - sbandierati dai partiti 4-5 mesi prima dell’andata alle urne. Ma non solo a Reggio, anche nelle grandi metropoli come Napoli, Roma o Milano; se pensiamo per esempio ad un’altra città importantissima come Venezia, che andrà al voto nei nostri stessi giorni, succede la stessa cosa. Quindi ritengo che fino ad ora questa frenesia del nome sia solo un polverone smosso ad hoc».
Eppure molti cittadini, memori dell’esito delle ultime comunali, esprimono perplessità sull’assenza di un nome ufficiale, temendo che poi alla fine arriverà il classico candidato calato dall’alto…
«Io credo che i cittadini, a prescindere da tutto, debbano concentrarsi sul programma politico, avendo fiducia nella visione della classe dirigente che si candida, come squadra, a governare una realtà. Con l’assoluta certezza che, stavolta, non sarà una telefonata da Roma a decidere il nome. Quindi ai cittadini che vivono spasmodicamente questa attesa dico: state tranquilli, abbiamo ben chiaro cosa fare. Anche perché, al di là di tutto, bisogna basarsi su un dato oggettivo e inoppugnabile: Forza Italia porta con sé tante certezze, consapevolezza dei propri mezzi e, soprattutto, una grande e importante responsabilità in più, quella di essere, ormai da anni, il primo partito di Reggio e dell’intera Città Metropolitana, con un consenso ampio, solido e radicato nel territorio».
Un modo diverso per dire che il candidato a sindaco della coalizione di centrodestra, a prescindere da chi possa essere, lo deciderete voi?
«È un modo come un altro per dire che abbiamo dimostrato in tutti questi anni che Forza Italia è la certezza: è stata in grado di realizzare cose importanti anche dall’opposizione in Parlamento, anche non amministrando direttamente la città, diventando punto di riferimento costante per cittadini, aziende, enti. Ancor di più oggi che siamo alla guida del Governo nazionale e regionale. Ce lo riconoscono tutti, dentro e fuori dalla nostra coalizione. Ce lo riconosce, al di là dei partiti, direttamente la gente, il popolo. È da questa forza, dalla quale deriva anche un enorme senso di responsabilità, come ho detto prima, che nasce il percorso che abbiamo costruito e che stiamo portando avanti».
Subito dopo le parole dette a Piazza Duomo, molti leader di partito anche nazionali si sono affrettati a dire che se fosse il suo il nome del candidato sindaco la partita sarebbe già chiusa, esprimendole grande stima e appoggio. È il segno che le riconoscono una forte leadership all’interno della coalizione o è strategia?
«Non posso rispondere per loro, non mi permetterei mai; posso rispondere da guida di Forza Italia. Ho sempre sostenuto in tempi non sospetti e continuo a farlo oggi con ancora maggiore convinzione, che il centrodestra arriverà più unito che mai a questo appuntamento irripetibile con il futuro della città. Qui non si tratta di Cannizzaro, di Forza Italia o di altri. Qui si tratta di qualcosa di più importante, della nostra Reggio Calabria. C’è in ballo il futuro di questa città e, con essa, di tutta l’Area metropolitana. Per questo sono convintissimo che non ci saranno né crepe né divergenze».
Quindi lei è pronto a scommettere sulla solidità della coalizione, qualunque sia la scelta?
«La nostra coalizione sarà la più compatta della storia e la più larga possibile. Non è mai stata una questione di bandiere di partito o di rivendicazioni di appartenenza. La vera priorità è scegliere tra i diversi profili la figura più adatta, che sia autorevole, capace, visionaria, dinamica, in grado di interpretare quel ruolo, capitanare una squadra di spessore e realizzare il programma che insieme a tutto il Centrodestra stiamo costruendo per Reggio».
A proposito di programma, si è detto che il candidato è importante, ma anche che prioritario rimane, appunto, il programma. A che punto siete?
«Forza Italia si è portata avanti e sta già facendo la sua parte. Con il contributo dei suoi dirigenti e dei suoi eletti, a tutti i livelli, incluso il gruppo giovanile, sta stendendo un programma concreto, ma ambizioso, con punti fermi che metteremo a disposizione della coalizione per la costruzione di un più ampio e comune progetto del centrodestra».
Alcuni ambienti del centrodestra reggino, però, continuano a chiedere spazio…
«Apertura e condivisione sono le parole chiave. Su questo fronte, così come su tante altre vicende, ho un dialogo costante, schietto e leale con i vertici regionali e nazionali dei partiti Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, UdC e Alternativa Popolare. Nei prossimi giorni li inviterò a fare un briefing interpartitico, mi farò promotore di un momento di confronto tra di noi, per iniziare a concretizzare un percorso condiviso sia sul programma che sulle scelte per la città».
Immagino che non rimarrete chiusi nel recinto partitico. A quali altre realtà guarderà?
«Lavorerò affinché il nostro fronte si apra anche a quelle energie moderate e riformiste che finora hanno guardato a sinistra, ma che oggi, deluse, cercano serietà, stabilità e una visione concreta per il futuro di Reggio. Dobbiamo coinvolgere le migliori risorse umane, i talenti, raccogliere le idee più ambiziose, attraverso le competenze professionali che il nostro contesto offre. E dobbiamo farlo dandoci degli obiettivi ambiziosi, a cui dare delle scadenze. Una potrebbe essere, per esempio, il 2036. Perché 10 anni di amministrazione di centrodestra, e di questo sono più che certo, possono consegnare ai reggini un’altra Reggio, una grande Reggio».
Da qualche settimana, attraverso i suoi canali social, ha creato una certa suspence rispetto ad una iniziativa che si terrà il prossimo 14 febbraio. Ci vuole anticipare qualcosa?
«È qualcosa che ovviamente riguarda Reggio e il suo futuro. Siete tutti invitati».
Magari annuncerà che il candidato a sindaco del centrodestra è un certo Francesco Cannizzaro?
«Ribadisco, più che il “chi” conta il “cosa”. E per noi il “cosa” è offrire alla città un progetto serio, concreto e realizzabile, con una guida credibile, forte e all’altezza delle cruciali sfide che attendono Reggio e l’intera Area metropolitana. Questo è l’obiettivo. E Forza Italia è pronta a fare fino in fondo la sua parte. Ecco perché lo scorso 17 ottobre dal palco di Piazza Duomo ho detto con chiarezza che, qualora fosse necessario, non mi sottrarrei dall’indossare la maglia amaranto e scendere in campo in prima persona. Non come gesto personale, ma come atto di servizio e amore verso una città che merita di raggiungere livelli di vivibilità che non sono certamente quelli attuali e quelli che ci hanno accompagnati nel corso degli ultimi 11-12 anni. Reggio merita di più, Reggio è di più».

