La retromarcia della maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Roberto Occhiuto, che ha depositato due distinte proposte di legge fissate (per abrogare la modifica di Statuto che istituisce le figure dei sottosegretari), ai punti 4 e 5, nel ricco ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale odierno, è stata al centro di una conferenza stampa organizzata dalle opposizioni di centrosinistra che hanno dato appuntamento nella sala Giuditta Levato a un’ora dall’inizio della riunione dell’assemblea legislativa fissato per le 14.
Ernesto Alecci, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo e Giuseppe Ranuccio per il Partito Democratico; Enzo Bruno e Ferdinando Laghi per Tridico Presidente; Elisa Scutellà ed Elisabetta Maria Barbuto per il Movimento 5 Stelle; Filomena Greco per Casa Riformista–Italia Viva e Francesco De Cicco per Democratici Progressisti Meridionalisti, hanno sottolineato la compattezza dimostrata dalle opposizioni, annunciando anche la presentazione di una mozione in dieci punti che vuole aprire un serio dibattito sui vari fronti di protesta relativi al caro carburante, cambiando la narrazione sulla scelta compiuta da Occhiuto.

Per il capogruppo dem Alecci d’altra parte anche la forma è sostanza. «Mandare un ordine del giorno domenica mattina è emblematico del fatto che c’è grande disordine e poca attenzione nella compagine di governo». Alecci insiste - «il presidente non era in Calabria in questi giorni» - aggiungendo di augurare ai calabresi «di aver un presidente attento ai loro bisogni», rincarando la dose quando afferma: «Non è accettabile un governo regionale che mira ad utilizzare la Regione per i propri tornaconti personali».
Le opposizioni dunque cavalcano il ritiro del provvedimento, dandogli una direzione precisa, quella della retromarcia, e per questo annunciano di aver messo a punto diversi emendamenti per avere date certe sul proseguo della vicenda e soprattutto la revoca del sottosegretario già nominato e operativo.
Per l’ex sindaco di Reggio, Falcomatà, quello di oggi è un punto di svolta: «Proprio oggi cade il primo anno della nuova legislazione Occhiuto ed è significativo che proprio oggi si concluda una battaglia che abbiamo condotto con determinazione. Nel corso del primo Consiglio regionale Occhiuto ci aveva detto non avete imparato dalle sconfitte, oggi ricordo quelle parole e le uso trasformandole in un auspicio: Occhiuto impari da quella che è una grande sconfitta politica e soprattutto impari quali sono i bisogni reali della Calabria».
Le opposizioni annunciano che voteranno favorevolmente ai provvedimenti che riguardano sottosegretari e referendum, ma anche per i 15 milioni rintracciati da Occhiuto, avvertendo che, certo, la misura non risolve il problema perché la platea dei beneficiari è enorme e probabilmente le risorse che toccano una singola impresa non bastano per un pieno di carburante. Insomma, per dirla con Falcomatà, «risolve i problemi del presidente e non della protesta».
Tra i più accesi oppositori c’è Enzo Bruno che ha aspramente criticato la strategia messa in campo dalla maggioranza, bocciata anche dalla Corte d’Appello di Catanzaro. «Invece di ritirare il tutto e dire ho sbagliato, Occhiuto fa questa operazione di fumo negli occhi, perché il 15 ottobre il Consiglio di Stato interverrà definitivamente sulla vicenda giudiziaria. Lui revoca con un’altra legge quella che abbiamo impugnato e nel contempo fa una legge che sospende l’istituto del referendum. Secondo noi lo deve fare lui e non il Consiglio». Per questo, per Bruno servono operazioni di verità e interventi seri e strutturali: «Non cadremo nella trappola di Occhiuto».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la pentastellata Elisa Scutellà che ribadisce: «Occhiuto non è il salvatore della patria. È bravo nella comunicazione ma non sta risparmiando soldi. Lui era a Roma a presentare il suo libro e a prendersi il partito. I veri vincitori siamo noi e non lui».

Elisabetta Barbuto punta invece l’indice sul «rapporto tossico» che c’è tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale: «Più di una volta mi sono sentita presa in giro, perché spesso la decisioni sono già prese, ed è mortificante per chi rappresenta gli elettori».
De Cicco, da parte sua trova «un messaggio politico» nella battaglia vinta che va recapitato al popolo calabrese: «C’è un’opposizione unita che può cambiare le cose in Calabria e battere il centrodestra. Questa squadra è una vera opposizione». La dem Madeo evidenzia come Occhiuto abbia deciso di fare retromarcia ad un centimetro dal baratro. «Non passi per un’operazione di buonsenso, perché è solo paura di misurarsi nelle urne coi calabresi che difficilmente gli avrebbero dato ragione. Si poteva arrivare prima a questa soluzione, l’abbiamo invocato in Consiglio, però riteniamo che Occhiuto è davvero in fuga rispetto ai veri problemi della Calabria perché guarda già ad altri lidi».
Ferdinando Laghi teme una coda velenosa alla vicenda: «Mi auguro che il Consiglio regionale metta il punto definitivo sulla vicenda. Alla porta bussano emergenze stringenti tra cui sanità e ambiente che richiedono interventi urgenti e profondi. Mi aspetto la massima attenzione politica e dei media. Spero che la vicenda si concluda dicendo la legge è ritirata e non si farà referendum, anche se io credo che questa vicenda la subiremo ancora».
Anche per Ranuccio, il pericolo è dietro l’angolo - «è un escamotage per una nuova determinazione?» si domanda – non senza ricordare i problemi della sanità che attanagliano la regione.
Infine Filomena Greco sottolinea il fatto che le risposte date sotto il profilo giudiziario dicono che chi governa non può cambiare le regole solo perché ha i numeri. «C’è una tenuta della democrazia» esclama ribadendo che l’opposizione sarà sempre unita sui problemi dei calabresi.