Nel format «A tu per tu» de ilReggino.it, l’assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo economico Alex Tripodi traccia la rotta della nuova iniziativa: confronto stabile con le associazioni di categoria, piattaforma digitale unica, marchio territoriale e sostegno a giovani e imprese. E sulle primarie: «Io sto con Battaglia, ma serve un cantiere programmatico»
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Non un documento da firmare e archiviare, ma un metodo destinato a restare. Tripodi presenta così il «Patto per il commercio e lo sviluppo economico», il percorso avviato dall’amministrazione comunale con le associazioni di categoria per definire una strategia condivisa sul futuro produttivo della città.
L’assessore parte dal contesto: undici anni di amministrazione segnati – ricorda – da un profondo lavoro di risanamento. «Oltre 800 milioni di euro di debiti lasciati dalle precedenti amministrazioni», afferma, indicando nel riequilibrio dei conti comunali la condizione necessaria per tornare a programmare sviluppo. Una fase che ha riguardato, nelle sue parole, non solo il bilancio ma anche la stabilizzazione dei lavoratori precari, l’espletamento di concorsi e il risanamento delle società partecipate.
È su questa base che si innesta il Patto. L’idea nasce, spiega Tripodi, dalla volontà di «ricucire e rafforzare il rapporto con la parte produttiva della città», costruendo uno spazio stabile di confronto con chi rappresenta commercio, artigianato, agricoltura e impresa. Il primo incontro è stato definito «operativo»: nessun elaborato già chiuso, nessuna piattaforma imposta dall’alto. «Nulla è stato deciso prima. Tutto sarà costruito nelle prossime riunioni», chiarisce l’assessore.
Il metodo scelto prevede che ogni associazione ascolti i propri associati e porti proposte concrete. Le idee verranno valutate sotto il profilo economico-contabile, normativo e di coerenza strategica. Un percorso progressivo che punta a una prima definizione entro il 31 maggio 2026, ma con l’ambizione di lasciare un impianto stabile e vincolante anche per le future amministrazioni.
Tra gli assi indicati c’è la creazione di una piattaforma digitale unica del commercio, pensata per semplificare le procedure amministrative, uniformare i processi e offrire ai cittadini un unico punto di riferimento. Non solo uno strumento tecnico, ma un modo per rendere più trasparente e accessibile il rapporto tra ente e operatori economici.
Accanto a questo, l’ipotesi di un marchio identitario, evocato come «Made in Reggio Calabria», per valorizzare le produzioni locali e rafforzare il senso di appartenenza economica al territorio. Si parla anche di un registro delle attività a chilometro zero, con l’obiettivo di dare riconoscibilità alle eccellenze e promuovere filiere corte.
Un altro tassello è l’istituzione di un tavolo permanente dell’economia, che diventi sede di monitoraggio e verifica del Patto. Un organismo aperto non solo alle associazioni di categoria, ma anche a Università, Camera di Commercio, articolazioni territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e ad altri attori istituzionali. «Non è uno yogurt con una scadenza», osserva Tripodi, sottolineando che il Patto dovrà aggiornarsi nel tempo e misurare concretamente i risultati raggiunti.
Il ragionamento si estende poi allo sviluppo industriale e all’individuazione di aree specifiche della città da destinare ad attività produttive, in sinergia con il settore urbanistica. Sul tavolo anche la riflessione su un possibile polo fieristico, inteso come spazio capace di ospitare eventi professionali e momenti di confronto che possano generare ricadute economiche e attrattività.
Particolare attenzione viene dedicata all’agricoltura. Tripodi annuncia l’intenzione di mettere a bando terreni comunali agricoli oggi non coltivati, per favorire la nascita di startup e nuovi imprenditori, soprattutto giovani. Un’azione che si inserisce nel più ampio obiettivo di creare condizioni concrete perché i giovani possano «rimanere o tornare» a Reggio, costruendo qui il proprio percorso professionale.
Nel finale dell’intervista spazio anche al quadro politico in vista delle amministrative. L’assessore afferma di non essere interessato a una discussione sui nomi, ma di ritenere prioritaria una fase di elaborazione programmatica. «Serve un cantiere democratico di confronto sui contenuti», sostiene, pur indicando nel sindaco facente funzioni Giuseppe Battaglia «l’unico candidato possibile» per il centrosinistra.
L’auspicio, conclude, è che si costruiscano «condizioni materiali, economiche e sociali» per consentire a chi vuole restare di farlo, studiare, lavorare e curarsi in città. Un obiettivo che, nelle sue parole, richiede un impegno condiviso e una visione capace di guardare oltre l’immediato, consolidando quanto fatto e rafforzando la capacità di Reggio di affrontare le sfide dei prossimi anni.

