A poche ore dal silenzio elettorale, Battaglia, Cannizzaro, Lamberti Castronuovo e Pazzano si sono confrontati sui dossier più urgenti per Reggio Calabria: dalla gestione dei servizi essenziali alla trasparenza sui cantieri, fino alla costruzione della futura giunta
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Sul ring della palestra Dekaju Kombat, più che i colpi sono arrivate le proposte. L’ultimo confronto tra i candidati a sindaco di Reggio Calabria, organizzato da Reggio Tv e CityNow, ha messo davanti Domenico Battaglia, Francesco Cannizzaro, Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano in vista del voto del 24 e 25 maggio.
Il primo tema affrontato è stato quello dei rifiuti, indicato come uno dei servizi essenziali più critici per la città. Cannizzaro ha puntato il dito contro l’attuale gestione: «C’è un contratto, c’è un capitolato, ma il servizio non viene garantito». Per il candidato del centrodestra, il primo passo sarebbe convocare la società di gestione e «far rispettare il capitolato», per poi avviare un nuovo sistema di raccolta e differenziata.
Lamberti Castronuovo ha insistito sulla necessità di un progetto tecnico serio, capace di tenere conto della conformazione complessa della città: «Reggio è una città caotica, con strade e quartieri difficili da servire. Bisogna collaborare con l’università e trovare il sistema migliore». Battaglia ha difeso il lavoro svolto, riconoscendo però la complessità del ciclo: «Non è solo raccolta, c’è anche il conferimento. Il processo va migliorato e il rapporto con la città va disciplinato». Pazzano ha proposto invece premialità, compensazioni e revisione del capitolato: «Chi fa correttamente la differenziata deve essere premiato. Bisogna rendere conveniente non produrre indifferenziato».
Il confronto si è poi spostato sulle opere pubbliche. Lamberti ha indicato come priorità il completamento dei cantieri aperti e il rilancio degli spazi culturali, dal teatro comunale all’Arena Lido. Battaglia ha citato Museo del Mare, housing sociale, impianti sportivi e opere già avviate, rivendicando la capacità di spesa del Comune sui fondi disponibili. Cannizzaro ha parlato invece di «città delle incompiute», indicando il ponte Calopinace come «emblema del fallimento» e annunciando attenzione a strade, impianti sportivi e mercati. Pazzano ha chiesto una piattaforma pubblica per monitorare lo stato dei cantieri: «Ogni cittadino deve poter sapere da casa chi è il responsabile del procedimento e qual è l’avanzamento dei lavori».
Ampio spazio anche al turismo. Cannizzaro ha definito la vocazione turistica «il petrolio naturale» di Reggio, proponendo il rilancio del porto, banchine mobili, permanenza annuale delle attività sul lungomare e una cabinovia verso i Fortini. Lamberti ha corretto il tiro: «Reggio non ha ancora una vocazione turistica, ha una potenzialità. Bisogna trasformarla in atto». Battaglia ha parlato di destagionalizzazione, grandi eventi e valorizzazione del rapporto mare-montagna. Pazzano ha spostato l’attenzione sui paesi e sui servizi: «Non mi piace parlare di borghi. I borghi sono cartoline, i paesi hanno bisogno di servizi».
Nel passaggio sul senso civico, i candidati hanno riconosciuto il ruolo dei cittadini, ma con accenti diversi. Cannizzaro ha richiamato la necessità di una guida politica forte: «La rassegnazione va trasformata in sogno». Lamberti ha parlato di educazione civica e regole da far rispettare. Battaglia ha richiamato il ruolo della scuola e delle istituzioni. Pazzano ha insistito su premi, trasparenza e partecipazione: «Il senso civico si costruisce insieme, se la macchina amministrativa funziona».
Infine, i primi cento giorni. Lamberti ha indicato come priorità una giunta competente: «Senza competenza l’assessore viene messo sotto dal dirigente». Battaglia ha parlato di squadra «di livello», capace di trasformare la visione in atti concreti. Pazzano ha proposto una partenza immediata su trasparenza, rifiuti, idrico, manutenzioni, Documento unico di programmazione condiviso e bilancio partecipato. Cannizzaro ha puntato sulla costruzione di una squadra politica e amministrativa unica: «Sceglierò i migliori. Gli assessori dovranno lavorare con me venti ore al giorno».
L’ultimo round si è chiuso così: con quattro visioni diverse, ma con gli stessi dossier sul tavolo. Rifiuti, opere pubbliche, turismo, servizi e macchina amministrativa restano il banco di prova per chi, dopo il voto, sarà chiamato a guidare Reggio Calabria.

