Gli amaranto chiudono il 2025 con anima, intensità e una rosa ringiovanita: il calore del Granillo dovrà spingere gli amaranto a credere nel sorpasso nel girone di ritorno
Tutti gli articoli di Reggina
PHOTO
La Reggina saluta il 2025 con un sorriso ritrovato e, soprattutto, con nuove certezze in vista del girone di ritorno. In un campionato estremamente equilibrato, gli amaranto hanno ridotto il distacco dalla vetta a soli quattro punti, ribaltando completamente uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava compromesso. Quando il gap aveva toccato quota undici, la rincorsa appariva quasi impossibile. Oggi, invece, la classifica racconta un’altra storia.
Cinque vittorie consecutive non sono un dettaglio statistico, ma il manifesto della trasformazione vissuta dalla squadra. Una svolta netta, figlia del lavoro di Torrisi, che ha restituito identità, spirito e competitività a un gruppo che sembrava smarrito. La Reggina di oggi è una squadra che lotta, corre, aggredisce e non arretra mai, indipendentemente dall’avversario o dal momento della partita.
Il tecnico continua a distribuire i meriti tra tifosi e calciatori, ma la sua impronta è evidente e profonda. Torrisi ha avuto il coraggio di intervenire senza esitazioni: ha chiesto alla società di separarsi da elementi non funzionali al progetto, ha indicato profili più adatti al suo calcio e ha spinto per un ringiovanimento della rosa. Scelte anche impopolari, ma necessarie per cambiare rotta.
Il messaggio trasmesso fin dal primo giorno è stato chiaro: in questo campionato i nomi contano poco. A fare la differenza sono intensità, corsa, fame. E quella “ferocia” spesso evocata dall’allenatore oggi si vede sul campo. La Reggina è una squadra compatta, dove tutti partecipano alla fase difensiva e offensiva, dove il sacrificio del singolo è al servizio del collettivo.
All’inizio il percorso è passato anche da partite sporche, magari poco brillanti sul piano estetico, ma vinte. Era il prezzo da pagare per costruire una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore. Con il tempo, però, sono arrivate anche risposte più convincenti dal punto di vista del gioco. Colpisce soprattutto la capacità di adattamento: la Reggina sa cambiare pelle in base alle esigenze della gara, mostrando un atteggiamento camaleontico che le consente di restare sempre competitiva.
Un elemento chiave di questa rinascita resta il sostegno dei tifosi amaranto. «Quando abbiamo la nostra gente accanto siamo invincibili», ha detto Torrisi, sintetizzando alla perfezione il valore del fattore pubblico. L’energia che arriva dagli spalti trasforma paura in coraggio, pressione in motivazione, e rende la squadra più sicura nei momenti chiave. È un patto emotivo rinnovato: la squadra si sacrifica, i tifosi rispondono con calore, e il circolo virtuoso alimenta ulteriormente la rincorsa.
Non va dimenticato un altro dettaglio che oggi assume un peso specifico enorme. Torrisi aveva fissato un obiettivo preciso: chiudere il girone di andata a non più di sei punti dalla vetta. All’epoca sembrava una previsione ottimistica, se non addirittura utopistica. Oggi, con tre squadre al comando e appena quattro lunghezze di distacco, quella linea tracciata appare tutt’altro che casuale.
Il 4 gennaio scatterà il girone di ritorno con la sfida interna contro il Favara, al Granillo. Un appuntamento importante per confermare quanto di buono costruito finora. Il tecnico spera di recuperare qualche infortunato e di poter finalmente inserire l’attaccante atteso da settimane, da affiancare a un Ferraro in stato di grazia e sempre più centrale nel progetto tecnico.
Niente calcoli e nessuna ossessione per la classifica. La parola d’ordine resta una sola: continuità. Una partita alla volta, senza guardare troppo avanti, ma con una convinzione ritrovata. In una categoria come la Serie D, spesso, è proprio questo a spostare gli equilibri più di qualsiasi schema. E a fine anno, guardando il percorso fatto, si può dire che la vera vittoria sia aver rimesso l’anima al centro del progetto amaranto.

