Sulla spiaggia di Reggio, tra sabbia e conchiglie dimenticate, una barca stanca chiude gli occhi al sole. Le sue assi portano i segni del tempo, ma anche quelli dell’amore: amore per il mare, per il vento salato, per le onde che l’hanno cullata nelle notti d’estate.

Di fronte a lei, maestoso e lontano, l’Etna alza al cielo il suo respiro fumante. Sembra un gigante che veglia su tutto, immobile ma vivo, misterioso e potente.

C’è una poesia segreta in questa scena: la dolcezza del riposo e la forza della natura si abbracciano senza toccarsi, ma parlando la stessa lingua.

È l’anima di questa terra — sospesa tra fuoco e acqua, tra quiete e passione — che si rivela in un attimo e conquista il cuore di chi la guarda.