Nel cuore di Scilla, lo sguardo del pescatore scolpito si perde tra le onde e il castello, in un eterno abbraccio al pesce spada. È qui che il mito diventa amore, e l’amore leggenda.
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C’è un punto a Scilla dove il tempo si ferma e il respiro si confonde col mare. È l’affaccio che guarda dritto verso lo Stretto, là dove la terra sfiora la leggenda. In primo piano, una scultura racconta un amore antico: quello tra il pescatore e il pesce spada, eterno simbolo di rispetto, sfida e comunione. Le loro figure, immobili ma vibranti, sembrano danzare nell’aria salmastra, mentre sullo sfondo il castello dei Ruffo veglia silenzioso, custode di mille storie. Ogni dettaglio parla di passione: quella per il mare, per le radici, per la vita. Qui, l’uomo non domina la natura, ma la ama, la insegue, la onora. E in questo legame profondo tra carne e onda, tra mito e realtà, si svela tutta la poesia di Scilla: un luogo dove l’amore non teme il tempo, perché vive nell’anima delle sue acque.

