di Lorenzo Vazzana – C’è un momento, breve e prezioso, in cui il giorno cede il passo alla sera senza rumore. Il lungomare si veste di sfumature dorate, e un lampione, timido, si accende come un cuore che inizia a battere più piano. Un uomo cammina, solo ma non davvero, accompagnato dal ritmo quieto delle onde e dai pensieri che si allungano come ombre sul selciato. In lontananza, Atena osserva, immobile e vigile, custode antica di una città che conosce il mare e i suoi segreti.

Reggio Calabria, in quell’istante, diventa poesia. Non serve altro: basta il respiro del vento, il passo leggero di chi attraversa il tempo e la presenza silenziosa di una dea a ricordare che ogni tramonto è una promessa, e ogni luce che si accende è un invito a restare ancora un po’.