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Palmi, una città che attende da diciassette anni l’ospedale promesso, torna a far sentire la sua voce. Stamattina, i membri dell’associazione “Pro Salus” di Palmi si sono radunati fuori da Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, per una protesta civile in concomitanza con la seduta consiliare. La questione dell’Ospedale della Piana resta ancora irrisolta.
«Siamo qui per esprimere solidarietà ai nostri malati», ha dichiarato Pino Randazzo, primario medico in pensione. «Ci sono centinaia, migliaia di persone che non passeranno il Natale con i propri cari ma saranno costrette a rimanere nei letti degli ospedali del nord. Diciassette anni fa, altre regioni hanno completato ospedali simili entro il 2014. Qui, in Calabria, non siamo nemmeno alla recinzione del terreno».
L’ironia amara è stata sottolineata anche da Stefania Marino, rappresentante dell’associazione “Pro Salus”: «Soltanto sette giorni fa abbiamo brindato amaramente al diciassettesimo compleanno dell’ospedale che non c’è. All’ingresso di Palmi abbiamo affisso uno striscione con scritto: “Benvenuto a Palmi, città dell’ospedale che non c’è“. Il decreto del 13 dicembre 2007 parlava di somma urgenza. Oggi, nel 2024, parliamo di somma inconcludenza».
Il progetto dell’Ospedale della Piana, destinato a servire un vasto bacino di utenza, è rimasto bloccato da interminabili iter burocratici. Marino ha spiegato che il piano economico-finanziario è ancora in fase di approvazione e che, nel frattempo, i costi sono lievitati. «Se non si muoveranno presto, questo ospedale costerà quanto cinque ospedali edificati nello stesso periodo nel resto d’Italia», ha sottolineato.
La protesta, nonostante il tono fermo e deciso, è rimasta civile e rispettosa. Randazzo ha posto l’accento sull’indifferenza della politica: «Servono risposte chiare. Chi non ha i soldi per curarsi al nord muore nell’assoluta indifferenza. Eppure, c’è chi continua a parlare di progressi mentre impiega tre anni per spostare due piloni dell’alta tensione. Con questi ritmi, gli ospedali calabresi saranno pronti nel 2060».
L’associazione “Pro Salus” ha denunciato anche l’assenza di rappresentanti istituzionali al sit-in. «È scesa solo l’onorevole Bruni per un saluto. Nessun altro ci ha degnato di attenzione. Questo silenzio non è un buon segno», ha aggiunto Marino, sottolineando la frustrazione per le mancate risposte alle richieste di incontri formali e accesso agli atti.
La protesta di oggi è solo l’ultima di una lunga serie di iniziative intraprese per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione sanitaria della Piana. I manifestanti hanno ribadito la loro determinazione a non mollare: «Non eserciteremo mai il nostro fiato sul collo», ha concluso Marino, «fino a quando questo ospedale non diventerà una realtà. Non è solo una promessa non mantenuta; è una vergogna che pesa sulle spalle di tutta la comunità».

