Dialisi, l’emergenza si fa paradosso. Il privato costa meno, ma Reggio sceglie Messina

VIDEO | Il caso del dottor Ilacqua che, dopo aver presentato un progetto per la realizzazione di 18 posti rene ed aver avuto due pronunce favorevoli, continua ad incontrare ostacoli. Perché la scelta di pagare di più?
VIDEO | Il caso del dottor Ilacqua che, dopo aver presentato un progetto per la realizzazione di 18 posti rene ed aver avuto due pronunce favorevoli, continua ad incontrare ostacoli. Perché la scelta di pagare di più?

Non sono bastate due pronunce favorevoli dei giudici a Nicola Ilacqua, medico specialista in urologia e nefrologia, per vedere realizzato il suo progetto che prevede la creazione di 18 posti rene nella città di Reggio Calabria.

Da circa 10 anni, infatti, i pazienti uremici sono costretti a recarsi a Messina per essere sottoposti a emodialisi.  Un’emergenza, quella reggina, insorta nel 2017 e non ancora risolta. 

I costi

La dialisi pubblica, secondo i dati censis, costa al servizio sanitario circa 600 euro a trattamento. Mentre, in tariffario privato arriva al massimo a 250 euro. Nel caso specifico, ci conferma Ilacqua, considerando le spese di trasporto, il costo per curare i malati nefrologici a Messina è di 380 euro. 

«In tutta Italia – ribadisce Ilaqua – la dialisi dei pazienti cronici avviene in strutture extra ospedaliere e in gran parte nei centri privati, con un grande risparmio economico. Solo in Calabria ciò non avviene malgrado le carenza. Esiste solo un centro accreditato a Montalto Uffugo di proprietà della stessa società che gestisce il centro di Messina».

Il calvario dei pazienti

Per Ilaqua è una questione di buonsenso considerando che la prestazione privata, di fatto, farebbe risparmiare all’utente un calvario e spostamenti inutili e, a conti fatti, farebbe risparmiare il sistema sanitario che, al momento, anche con i materiali di consumo destinati alla dialisi spende più del doppio rispetto ai privati.

«Il materiale di consumo per ogni dialisi costa al privato circa 35 euro e nel pubblico non meni di 100 – ribadisce Ielaqua – E la Regione Calabria spende ogni anno circa 7 milioni di euro». 

Dottor Nicola Ilaqua

Al momento pensare alla creazione di un nuovo centro pubblico richiederebbe un iter lunghissimo ma ai pazienti dializzati questo tempo non è concesso. Anche per questo il dottor Ilaqua continua a domandarsi perché, dopo tutti questi anni di battaglie anche legali, con due ricorsi al Tar vinti e con una formale denuncia alla Procura, non si dia la possibilità di dare vita a quel progetto che in tre mesi risolverebbe l’emergenza consegnando 18 posti rene a Reggio Calabria con costi dimezzati e «il trasporto compreso nel tariffario».

Le statistiche

Il dottor Ielaqua ci mostra dati statistici nazionali dell’Aido che confermano come ogni anno nel comune di Reggio Calabria entrano in dialisi 17 nuovi pazienti, in tutta la provincia oltre 30. La conclusione sta nei numeri, perché se è vero che solo qualche giorno fa abbiamo raccolto la disponibilità della Casa della Salute di Scilla ad accogliere 6 pazienti evitando la trasferta a Messina, ma dovendosi fare carico del trasporto considerando che ancora non è attivo il servizio navetta, è anche vero che «non basterebbero comunque a risolvere l’emergenza».

Denuncia pendente

Il problema è strutturale secondo il Ielaqua e le conclusioni sono amare: «Perché non si vuol far curare i pazienti nella loro città senza viaggi e con costi inferiori? Perché il privato va bene a Messina ma non va bene a Reggio Calabria?». Di questo si sta occupando la Procura di Reggio Calabria. Resta, però, l’amarezza nel comprendere come, alla fine, il conto più caro siano sempre gli ammalati a doverlo pagare.