Le notizie trapelate nei giorni scorsi su uno slittamento dell’iter per la realizzazione della Casa della Salute di Siderno hanno fatto storcere il naso ai componenti del comitato civico, preoccupati per l’orizzonte temporale fissato a oltre il 2028 per come emerso dal recente incontro tra il manager dell’Asp di Reggio e il sindaco Fragomeni.

«Un manuale di come si tende a togliere i diritti fondamentali ai cittadini, in particolare quello della salute - ha espresso il portavoce Francesco Martino - Quando nel 2020, pochi ma determinati cittadini di Siderno, hanno portato alla ribalta nazionale la questione della ristrutturazione dell’ex ospedale, hanno trovato enormi difficoltà ad essere ascoltati, quasi fossero dei marziani, guardati con diffidenza, o meglio con sospetto».

Per il comitato cittadino «Siderno ha un ex ospedale, che se utilizzato in tutta la sua struttura, avrebbe potuto diventare un centro sanitario importante per tutta la zona jonica e non solo. Qualcuno all’interno dell’amministrazione sanitaria reggina aveva fatto un pensierino, ma alla Regione l’idea è stata subito bocciata. Sono passati 5 anni e tutto è andato in senso contrario alle aspettative e alle esigenze di avere una sanità di prossimità».

Ma per il comitato sidernese un dubbio sorge: «Se la superficie da ristrutturare si è ridotta a un terzo, come mai ci vogliono più di 3 anni per completare i lavori? Come mai adesso si è tutto triplicato?». Da Martino infine un appello alla cittadinanza: «Cari compaesani sarebbe ora di svegliarsi, non possiamo subire questa vergogna. Altrimenti tra poco, diranno che invece di una casa della Comunità Hub, dobbiamo accontentarci di una Spoke, poco più di un ambulatorio, come qualcuno aveva ipotizzato qualche anno fa, ridurre Siderno, alla stessa stregua degli altri comuni, nel mentre crescono strutture private nella zona, stanno arrivando interessi di grosse aziende sanitarie del Nord e continuano i viaggi della speranza».