La lega navale reggina evidenzia il contributo femminile storico e contemporaneo nella marineria e vela
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
In occasione della Giornata Internazionale della Donna è importante fermarsi a riflettere sul contributo femminile nei diversi ambiti della società, compreso quello della marineria e della vela, un mondo che per secoli è stato considerato quasi esclusivamente maschile. Eppure, la storia dimostra che le donne hanno sempre trovato il modo di avvicinarsi al mare, di navigarlo e di lasciare un segno significativo nella cultura nautica.
La navigazione, come molte attività legate alla scoperta, all’avventura e al lavoro sul mare, è stata a lungo dominata dagli uomini. Tradizioni e stereotipi hanno spesso relegato le donne a ruoli marginali, quando non le hanno addirittura escluse dalla vita di bordo. Tuttavia, anche nei periodi più lontani, non sono mancati esempi straordinari di donne che hanno saputo superare queste barriere con determinazione e coraggio.
Una delle figure più emblematiche è senza dubbio Grace O’Malley, la leggendaria “regina del mare di Connacht”, che nel XVI secolo comandava navi e flotte nel mare d’Irlanda. In un’epoca in cui alle donne era raramente riconosciuto un ruolo pubblico, riuscì a imporsi come leader e navigatrice, diventando un simbolo di indipendenza e forza.
Anche la storia delle esplorazioni conserva esempi significativi. Jeanne Baret, nel XVIII secolo, fu la prima donna a circumnavigare il globo. Per partecipare alla spedizione scientifica guidata da Louis Antoine de Bougainville fu costretta a travestirsi da uomo e a imbarcarsi come assistente del naturalista Philibert Commerson. La sua partecipazione rappresentò una sfida alle convenzioni sociali del tempo e dimostrò che competenze e passione non hanno genere.
Il mare ha conosciuto anche figure femminili fuori dagli schemi, come le piratesse Anne Bonny e Mary Read nei Caraibi o la straordinaria comandante cinese Ching Shih, che tra il XVIII e il XIX secolo guidò una gigantesca flotta composta da centinaia di navi e decine di migliaia di uomini. Storie affascinanti che testimoniano come, anche in contesti estremi, alcune donne siano riuscite a conquistare rispetto e autorità.
A partire dalla seconda metà del Novecento la presenza femminile nel mondo della vela è diventata sempre più visibile. Le grandi navigazioni oceaniche e le competizioni sportive hanno iniziato a vedere protagoniste anche molte donne, capaci di affrontare sfide tecniche e fisiche di altissimo livello.
Nel 1978 la velista polacca Krystyna Chojnowska-Liskiewicz fu la prima donna a circumnavigare il globo in solitaria senza scalo. Nello stesso anno Naomi James completò un’impresa simile in tempi ancora più rapidi. Dieci anni più tardi, nel 1988, Kay Cotee migliorò ulteriormente il record, confermando la crescente presenza femminile nelle grandi imprese oceaniche.
Negli anni più recenti altre protagoniste hanno continuato a scrivere pagine importanti della storia della vela. Denise “Dee” Caffari, nel 2006, è diventata la prima donna a circumnavigare il mondo in solitaria “contromano”, cioè contro i venti dominanti e le correnti principali, senza scalo e senza assistenza. Nel 2009 ha inoltre partecipato alla Vendée Globe, una delle regate oceaniche più impegnative al mondo, diventando la prima persona ad aver completato il giro del mondo in solitaria in entrambe le direzioni.
Tra le veliste più celebri a livello internazionale spicca anche Ellen MacArthur, una delle figure più rispettate della vela contemporanea. Nel 2005 stabilì il record del giro del mondo in solitaria percorrendo oltre 27.000 miglia nautiche in poco più di 71 giorni, superando primati precedentemente detenuti da uomini. Per questa impresa le fu conferito il titolo di Dame Commander of the Order of the British Empire.
Un’altra storia che ha attirato l’attenzione internazionale è quella della giovane navigatrice Laura Dekker che, a soli sedici anni, riuscì a completare il giro del mondo in solitaria, diventando la più giovane velista a compiere un’impresa di tale portata.
Questi esempi dimostrano che la presenza femminile nella vela non è più un’eccezione. Tuttavia, se da un lato le imprese sportive dimostrano quanto le donne possano essere protagoniste, dall’altro i dati indicano che la parità non è ancora pienamente raggiunta.
Nel mondo della vela, così come in molti altri settori, le donne restano meno rappresentate, soprattutto nei ruoli tecnici e decisionali. Anche nei club e nelle associazioni nautiche la presenza femminile, seppur in crescita, è ancora inferiore rispetto a quella maschile.
In questo contesto la Lega Navale Italiana svolge un ruolo importante. Fin dalla sua nascita l’associazione promuove la diffusione della cultura del mare, della navigazione e dello sport velico, offrendo opportunità di formazione e partecipazione a persone di tutte le età. Nel corso degli anni molte donne hanno trovato proprio nella Lega Navale un luogo in cui scoprire il mare, imparare a navigare e sviluppare competenze tecniche e sportive.
Le scuole di vela rappresentano spesso il primo passo di questo percorso. Sempre più bambine e ragazze partecipano ai corsi estivi, avvicinandosi alla navigazione su deriva, scoprendo la forza del vento e imparando i primi rudimenti della marineria. Da queste esperienze nascono spesso passioni durature che portano alcune di loro a proseguire nel mondo agonistico o a impegnarsi nella vita associativa.
La Lega Navale non è soltanto un luogo dove si impara a condurre una barca: è anche una scuola di valori. Navigare significa collaborare, fidarsi dell’equipaggio, rispettare il mare e l’ambiente, affrontare le difficoltà con metodo e responsabilità. Insegnamenti che accompagnano chi vive il mare ben oltre l’esperienza della navigazione.
Per molte donne la Lega Navale è stata ed è ancora oggi uno spazio di crescita, di amicizia e di condivisione, dove la passione per il mare diventa occasione di formazione e partecipazione.
Anche nella nostra realtà territoriale, la Sezione della Lega Navale Italiana di Reggio Calabria rappresenta un punto di riferimento per la diffusione della cultura nautica. Qui il mare non è soltanto uno scenario straordinario, ma una vera scuola di vita. Auspichiamo che sempre più ragazze e donne possano partecipare alle attività della sezione, ai corsi di vela e alle iniziative dedicate ai giovani e alla tutela dell’ambiente marino.
La crescita della partecipazione femminile non è soltanto una questione numerica, ma un arricchimento per tutto il mondo della vela. La diversità di esperienze e sensibilità contribuisce infatti a rendere le comunità nautiche più dinamiche e inclusive.
In questa Giornata Internazionale della Donna il pensiero va a tutte le donne che hanno contribuito, nel passato e nel presente, a costruire questa storia: alle grandi navigatrici che hanno affrontato gli oceani, alle atlete impegnate nelle regate internazionali, alle istruttrici che trasmettono la passione per la vela alle nuove generazioni, ma anche alle tante appassionate che vivono il mare con entusiasmo.
Il nostro auspicio è che sempre più ragazze possano avvicinarsi alla vela e scoprire quanto il mare possa insegnare. Che trovino opportunità, esempi positivi e spazi in cui esprimere il proprio talento senza pregiudizi.
Il mare, dopotutto, è uno spazio di libertà. Non fa distinzioni e appartiene a chi lo ama e lo rispetta.
E sempre più spesso, oggi, quel coraggio ha il volto di una donna.

