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«Jole era luce, energia e amore viscerale per la sua terra» – ci confida Paola – «e ogni cosa che facciamo con la fondazione è per tenere viva quella fiamma». Una chiacchierata che ha toccato corde profonde quella con Paola Santelli che riapre l’appuntamento con il format A Tu per Tu: il legame indissolubile con la famiglia, la vocazione politica come servizio, la visione di una Calabria che non smette mai di credere nel cambiamento, partendo dagli ultimi, dai più fragili.

Con emozione e un velo di commozione, Paola ci ha aperto il mondo privato di Jole, fatto di piccoli gesti, di sorrisi autentici e di una presenza costante anche nei momenti più difficili. «Per lei politica significava ascoltare, abbracciare, agire. Non era un ruolo, era una missione».

Ma il cuore dell’intervista non è solo memoria: è anche futuro. La Fondazione Jole Santelli è oggi un motore vivo di iniziative culturali e sociali che mettono al centro le persone, in particolare quelle più vulnerabili. «Abbiamo avviato progetti concreti sul territorio – racconta Paola – per dare opportunità, formazione, sostegno. Jole avrebbe voluto così: vicina a chi non ha voce».

Tra le iniziative più attese, Paola ci anticipa un appuntamento speciale: Il 18 settembre al Museo Archeologico di Reggio Calabria andrà in scena un’edizione straordinaria di “La Calabria con i miei occhi”, un evento che vedrà nuovamente protagonisti i ragazzi di Modelli si Nasce, giovani talenti calabresi che raccontano la loro terra attraverso creatività, coraggio e autenticità.

Un momento che si preannuncia emozionante, in cui il ricordo di Jole si fonderà con l’energia di chi guarda avanti, proprio come lei avrebbe voluto. Perché Jole non c’è più, ma il suo sogno continua a camminare sulle gambe di chi crede in una Calabria diversa. E Paola, con la sua forza silenziosa e determinata, è la prima a tenerlo vivo.

Ma il cuore dell’intervista non è solo memoria: è anche futuro. La Fondazione Jole Santelli è oggi un motore vivo di iniziative culturali e sociali che mettono al centro le persone, in particolare quelle più vulnerabili. Tra le progettualità più significative c’è proprio “Dallo scrigno di Jaja”, un contenitore di idee e interventi ispirati direttamente dai pensieri, dagli appunti e dalle intuizioni che Jole aveva raccolto nel tempo.

Un vero e proprio “testamento sociale” che oggi prende vita in azioni concrete: Laboratori artistici e formativi per i giovani, spazi di ascolto e supporto per le donne vittime di violenza, percorsi di inclusione per persone con disabilità e iniziative di rigenerazione urbana e culturale nei quartieri più fragili della Calabria.
«Abbiamo scelto di partire dai sogni che Jole aveva annotato nei suoi diari, nei suoi documenti di lavoro, nei post-it sparsi nella sua casa. Ogni progetto che oggi realizziamo nasce da lì, da ciò che custodiva gelosamente e che ora abbiamo il dovere di condividere con la comunità», spiega Paola.