Il sindaco Scarcella: «Le divise rappresentano per noi una mano amica pronta a risollevarci, a darci sicurezza, ad aiutare famiglie e comunità»
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La città di Gioia Tauro ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, un momento di memoria, riconoscenza e profondo rispetto. Ogni anno, il 4 novembre, in questa ricorrenza, l'Italia commemora il completamento dell'unificazione nazionale e rende omaggio al sacrificio dei soldati caduti per la difesa della Patria, celebrando contemporaneamente il ruolo dei militari al servizio del Paese. Grande partecipazione alla cerimonia che si è tenuta questa mattina in Piazza Municipio alla presenza del sindaco Simona Scarcella e dell'amministrazione comunale. Alla celebrazione hanno partecipato rappresentanti di tutte le Forze Armate, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Comando delle Capitanerie di Porto. Presenti anche la Croce Rossa Italiana e diverse associazioni di Gioia Tauro oltre che un’importante delegazione di alunni della scuola media Pentimalli e dell'Istituto di istruzione superiore Francesco Severi. Intervenuti anche Don Antonio Scordo, parroco del Duomo di Gioia Tauro, Don Giovanni Battista Tillieci, e una rappresentanza di tutte le società di mutuo soccorso di Gioia Tauro oltre all'associazione pensionati.
Il discorso del sindaco è stato incentrato sul ruolo istituzionale e sociale delle Forze Armate. Dopo un primo toccante applauso rivolto ai quattro caduti nel recentissimo incidente dell'elicottero della missione di pace in Bosnia, il sindaco ha tenuto a rappresentare l'importanza che le Forze Armate hanno avuto non soltanto nella costruzione della nazione italiana, ma anche soprattutto nel presidio della sicurezza dei valori democratici costituzionali.
«Le forze dell'ordine sono molto di più di quello che viene percepito dai cittadini – ha dichiarato Simona Scarcella-. Quando una nazione si trova in condizioni di pace molto spesso viene trascurata l'importanza che esse svolgono nel tutelare i nostri diritti. Ma quando ci troviamo in una situazione, individuale o collettiva, di difficoltà, le divise rappresentano per noi una mano amica pronta a risollevarci, a darci sicurezza, ad aiutare famiglie e comunità. Per noi è normale pensare di dare la vita per i nostri figli, ma questi uomini e queste donne sono pronti a dare la vita per i figli degli altri, per persone che nemmeno conoscono, mettendo il repentaglio anche i propri affetti personali. Non ci stancheremo mai di ringraziarli».

