Inserita da Legambiente tra le dieci spiagge più belle d'Italia, è raggiungibile solo via mare o attraverso il sentiero del Tracciolino. Un luogo incontaminato tra storia, natura e panorami unici. Eugenio Crea: «Denominazione dovuta al mito delle Amazzoni»
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Una bellezza senza tempo, un gioiello nascosto, una tappa imperdibile per chi cerca un contatto diretto con la straordinaria natura della Calabria: Cala Janculla (chiamata anche Cala Iancuia) è un'incantevole spiaggia incontaminata della Costa Viola, situata nel comune di Seminara nel reggino, a breve distanza dalla Tonnara di Palmi e Bagnara Calabra. Riconosciuta sito di interesse Comunitario (SIC), nel 2003 è stata inserita da Legambiente tra le 10 spiagge più belle d'Italia. Lontana dal rumore che caratterizza altre mete più affollate, avvolta dal profumo tipico della macchia mediterranea, da quel senso di pace che rende possibile ascoltare il ritmo del mare e dei propri pensieri più intimi, è un angolo di paradiso caratterizzato da una spiaggia bianca e da fondali molto profondi e trasparenti, sormontati alle spalle dal verdeggiante Monte Sant'Elia.
«Cala Janculla tradotta dal greco antico significa "donna che si accoppia con altra donna" – spiega l’esperto del luogo, Eugenio Crea, presidente dell’associazione “Fogghi di Luna” che incentiva la promozione e valorizzazione del territorio -. Questa denominazione è collegata al mito delle Amazzoni. Nella mitologia greca, le Amazzoni erano un leggendario popolo di donne guerriere stanziato alle porte del mondo conosciuto, celebri per l'abilità a cavallo e con l'arco. Vivevano in una società matriarcale guidata da regine. La spiaggia è raggiungibile solo via mare oppure dal famoso sentiero Tracciolino. È fondamentale tenere presente che qualora si volesse raggiungerla appunto dal Tracciolino bisogna rivolgersi a guide esperte del territorio, che possono accompagnare i visitatori lungo un percorso tecnicamente molto difficile, impervio e poco battuto».
Eugenio Crea ci accompagna in un viaggio di conoscenza tra le meraviglie della zona: «Nelle vicinanze sono situate la Grotta delle Rondini, la Grotta delle Sirene e la Grotta Perciata, delle cavità naturali di una bellezza straordinaria. Venendo da Palmi la spiaggia che precede Cala Janculla si chiama spiaggia del Leone, alcuni sostengono per la forma della roccia che la sovrasta altri ritengono che il nome sia legato all’Imperatore bizantino Leone VI che aveva voluto incontrare Sant’Elia di Enna detto Juniore, che tanto aveva operato sul monte omonimo, che proprio da lui prende il nome e che sovrasta il tratto di costa che ospita Cala Juanculla. A Cala Janculla è possibile osservare i resti di un antico palmento in cui venivano portate e poi pigiate le uve coltivate nei terrazzamenti costruiti nella parte superiore della spiaggia, e il mosto veniva trasportato via mare».
La spiaggia si inserisce nel contesto della Costa Viola, che comprende i comuni di Palmi, Seminara, Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni. «È un tratto di costa tanto bello quanto sconosciuto ai grandi flussi turistici - afferma Eugenio Crea -. La Costa Viola prende il nome dal colore che specie al tramonto prendono le acque del mare per il riflettersi del verde delle montagne a strapiombo sull’azzurro intenso delle acque del Tirreno. Qui, in sostanza, l’Aspromonte viene a tuffarsi a mare. Sul piano paesaggistico stiamo parlando di uno dei tratti di costa più belli d’Italia e probabilmente d’Europa».


