«Anche nell'affascinante campo degli scacchi l'Istituto “Pentimalli Paolo VI Campanella”, di Gioia Tauro, si distingue con risultati di assoluto rilievo. Un'affermazione pienamente confermata –si legge nella nota stampa dell'istituto scolastico – in occasione del Concorso Europeo eloquentemente denominato “Cavallino di scacchi – extra”, svoltosi il 26 marzo, dove la Scuola è stata protagonista di uno straordinario successo. In un contesto competitivo di grande prestigio, l'Istituto non si è infatti limitato a partecipare, ma ha saputo emergere con autorevolezza , collocandosi tra le realtà scolastiche più brillanti a livello regionale e nazionale e consolidando in questo modo la propria identità formativa e dunque culturale.

Si è trattato di un risultato che va ben oltre la competizione , poiché rappresenta una dimostrazione concreta di come la Scuola possa essere fucina di menti critiche e creative, capace di affrontare le sfide con lucidità, metodo e disciplina.

Ecco, nel dettaglio, gli straordinari traguardi raggiunti: Ludovica Romeo (5 A Montale) si impone con autorevolezza, conquistando il primo posto a livello regionale nella categoria Alfiere, distinguendosi inoltre per aver ottenuto il miglior punteggio dell'intero istituto. Un risultato eccellente, simbolo di un talento coltivato con dedizione e rigore, che tra l'altro le vale un premio di 25 euro. Beniamino Zampogna (3F Pentimalli) raggiunge un altrettanto brillante successo, classificandosi primo a livello regionale nella categoria Torre, dimostrando una notevole maturità strategica e guadagnando anch'egli un premio di 25 euro, a coronamento di un percorso di crescita di alto livello. Azzurra Zampogna (5C Montale) con una performance di grande valore, si posiziona seconda nella graduatoria interna dell'istituto e ottiene l'iscrizione gratuita alla prossima edizione del concorso “Cavallino di scacchi”, riconoscimento che premia il suo impegno e la sua costanza, in virtù del fatto che la prima classificata è già destinataria di un premio superiore.

A completare il quadro, di un successo tanto significativo quanto strutturato, si aggiunge un ulteriore dato di rilievo: l’Istituto “Pentimalli Paolo VI Campanella” si è distinto anche nella classifica nazionale delle scuole, conseguendo un prestigioso terzo posto nella categoria Alfiere. Un risultato che assume ancora maggiore valore alla luce delle performance complessive degli studenti partecipanti, la cui larga maggioranza ha fatto registrare esiti superiori alla media, a testimonianza di un livello di preparazione diffuso e solidamente radicato. Questi risultati non sono soltanto vittorie individuali: rappresentano una vera e propria affermazione del valore educativo degli scacchi come strumento didattico, capace di sviluppare logica, concentrazione e capacità decisionale.

In questa prospettiva di continuità e radicamento, si inserisce un ulteriore e significativo traguardo raggiunto dall’Istituto Scolastico: dopo un percorso didattico, che ha visto la pratica degli scacchi consolidarsi nel corso degli ultimi sei anni, lo scorso 25 marzo il Consiglio di Istituto e il Collegio dei Docenti hanno approvato l’istituzione di un laboratorio permanente di scacchi. Una decisione che sancisce e al medesimo tempo incoraggia formalmente il valore di un’esperienza, già profondamente integrata nella vita scolastica, garantendone e sollecitandone i futuri svolgimenti.

L’Istituto “Pentimalli Paolo VI Campanella” si conferma così un punto di riferimento nel panorama scolastico, dove la cultura del pensiero strategico diventa leva di crescita personale e collettiva.

Al centro di questo percorso virtuoso si colloca la figura della Professoressa Giovanna Riso, docente di riferimento, il cui contributo si è rivelato determinante nel promuovere e strutturare l’integrazione degli scacchi all’interno dell’offerta formativa dell’Istituto. Il suo impegno ha reso possibile trasformare questo gioco – unitamente al suo specifico linguaggio – in un autentico strumento pedagogico, capace di fornire agli studenti preziose abilità di vita, orientate al potenziamento del pensiero critico, della capacità di risoluzione dei problemi e nondimeno della qualità delle interazioni sociali. Gli itinerari didattici, ideati e sviluppati dalla docente, hanno perseguito con coerenza e indefessa costanza l’obiettivo di elaborare strategie efficaci per programmare itinerari caratterizzati da ricadute positive anche sul rendimento nelle altre discipline.

La pratica regolare degli scacchi, infatti, è stata configurata in questa direzione di senso come un considerevole alleato del processo di apprendimento, contribuendo in modo significativo a rafforzare la capacità degli studenti di mantenere l’attenzione per periodi prolungati, favorendo al contempo una più solida acquisizione e una più efficace conservazione delle conoscenze».

Il dirigente scolastico Domenico Pirrotta ha espresso le più vive congratulazioni agli allievi e alla professoressa Riso per i prestigiosi risultati conseguiti, che rappresentano motivo di indubbio orgoglio per la comunità scolastica e per l’intera città di Gioia Tauro. Nel suo intervento, ha altresì voluto sottolineare come tali traguardi non siano soltanto il frutto di impegno, dedizione e preparazione tecnica, ma anche l’espressione di un meritevole e più ampio percorso educativo.

Ha infatti evidenziato «il valore culturale, pedagogico e associativo di questo gioco, capace di sviluppare competenze fondamentali quali il pensiero logico, la capacità critica di concentrazione, l’esercizio sviluppante la creatività e il rispetto delle regole: il tutto attraverso la possibilità di incoraggiare e consolidare la fiducia nelle proprie risorse intellettive per l’individuazione delle soluzioni a fronte delle difficoltà».

Il Preside Pirrotta ha infine rimarcato «come la partecipazione a eventi di respiro internazionale contribuisca ad arricchire il bagaglio formativo degli allievi, favorendo il confronto, lo spirito di squadra e il senso di appartenenza a una comunità interculturale più ampia». In conclusione, ha rinnovato il proprio apprezzamento per il lavoro svolto, «auspicando che esperienze di questo tipo possano continuare a rappresentare un’occasione di crescita personale e collettiva per tutti gli studenti coinvolti».