La realizzazione a mano dalle parrocchiane di Saline e di Roghudi. Ogni anno la consegna alla Caritas prima di Natale. La testimonianza di Anna Raffa e Melina Zampagnone: «Lo facciamo con amore e riscalda anche noi il pensiero di poter alleviare la sofferenza di chi vive per strada»
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«Uno di loro è morto avvolto in una delle coperte che avevamo fatto noi. Almeno un pò di calore e amore in tutto quel dolore e in tutta quella solitudine». Anche le mani di Melina Zampaglione insieme a quelle di Anna Raffa e a quelle di tante altre signore, ogni autunno, si mettono al lavoro e trasformano con la loro sapienza e la loro generosità, gomitoli di lana in coperte calde e colorate da destinare alla Caritas affinché le doni alle persone senza fissa dimora.
Lavorano ai ferri e all’uncinetto, in casa e anche insieme in un clima di condivisione. Chi non sa fare, dona i materiali perché altri possano fare. Una catena di solidarietà che ogni anno riparte in vista dell’inverno per dare vita a coperte belle e colorate che sanno di buono e genuino come quelle torte fatte in casa, cucinate con amore e con il solo desiderio di portare gioia a chi le assaggerà. E infatti quelle coperte ogni anno, attraverso la Caritas, scaldano le persone in cerca di calore durante i freddi inverni per strada.
L’idea è nata a Saline Joniche in seno a un’associazione “Arte Antica”. Diffusasi, grazie alla parrocchia del Santissimo Salvatore di Saline Joniche (Montebello Jonico), guidata da don Danilo Nocera, anche nelle altre parrocchie di zona fino a Melito e dintorni, oggi conta sulla partecipazione più attiva della parrocchia di Maria Santissima Annunziata e San Nicola di Bari Roghudi che unitamente a quella di Saline realizza concretamente le coperte che ogni anno, prima di Natale, vengono consegnata alla Caritas, da sempre accanto alle persone che vivono per strada.
La parrocchia di Maria Santissima Annunziata e San Nicola di Bari Roghudi è supportata, per l’acquisto della lana, anche dalla parrocchia Santissima Trinità di San Lorenzo Marina. Entrambe sono guidate da don John Leula.
«Teniamo molto a questa attività, una delle più significative che ancora l’associazione Arti Antiche, custode delle tradizioni legate al tombolo, al ricamo e all’uncinetto, porta avanti. Quando tutto è iniziato – racconta Anna Raffa, parrocchiana della chiesa del Santissimo Salvatore di Saline Joniche - eravamo di più. A un tratto, sempre spinte da un grande spirito comunitario, ci eravamo ritrovate unite nell’intento di aiutare il prossimo con i nostri manufatti. Chiedemmo alla Caritas come poterci rendere utili. Ai cappelli e alle sciarpe preferì delle coperte per i duri inverni in strada delle persone senza fissa dimora. Così partì un’avventura bellissima che ancora oggi, ogni anno da settembre ci vede impegnate nella realizzazione di queste coperte.
Partecipano tante parrocchiane. Chi non può farne una intera delle dimensioni di metri 1,80 per 1,50, può fare i quadrati di 45 cm per 45 oppure di 50 cm per 50 che poi noi uniamo. La parrocchia di Roghudi ce le porta intere. Chi non lavora a maglia e all’uncinetto, contribuisce aiutando per comprare la lana. Quest’anno ne abbiamo confezionate più di dieci e come ogni anno le abbiamo portate in offertorio durante la messa nella chiesa di Saline prima di Natale. Poi le abbiamo consegnate alla Caritas di Reggio», racconta ancora Anna Raffa, parrocchiana della chiesa del Santissimo Salvatore di Saline Joniche.
«Ormai da una decina di anni, la parrocchia di Roghudi mantiene viva questa tradizione avviata quando c’erano le suore. Ancora oggi è bellissimo ritrovarci per realizzare queste coperte. Portiamo i gomitoli alle signore che non possono più uscire, perché anziane. Noi – racconta Melina Zampaglione della parrocchia di Maria Santissima Annunziata e San Nicola di Bari Roghudi - ci ritroviamo in una sala che ci ha messo a disposizione il Comune ogni martedì, per dedicarci tra autunno e inverno alle coperte ma anche ad altri manufatti attraverso i quali in occasione dei mercatini raccogliamo fondi per la parrocchia.
Naturalmente lavoriamo anche a casa. Chi non fa può donare e in questo senso ci aiuta anche la parrocchia di San Lorenzo Marina e anche altre parrocchie. Attorno a questo impegno c’è una grande sinergia di comunità. Partecipa anche la scuola di Roghudi e ogni bambino porta un gomitolo destinato alle coperte per le persone senza fissa dimora.
Ho la passione per l’uncinetto da quando sono ragazzina e sono davvero contenta che sia diventata parte di una tradizione che coinvolge la comunità e che rende il nostro stare e lavorare insieme ancora più belli. Ancora qualche altra coperta potrebbe essere realizzata e consegnata ma intanto già attendiamo di rimetterci al lavoro per il prossimo inverno», conclude Melina Zampaglione della parrocchia di Maria Santissima Annunziata e San Nicola di Bari Roghudi.







