Il freddo, che in questi giorni si registra anche alle nostre latitudini, aggrava la situazione delle tante persone senza fissa dimora che popolano anche il nostro territorio.

Abitano prevalentemente luoghi nascosti e abbandonati, solo qualcuno i marciapiedi e le panchine. Dunque sono invisibili, non solo perchè restano ai margini della nostra comunità, ma anche perchè rimangono nascosti, come le loro storie di infinita solitudine.

A conoscerli sono l’Unità di strada e la Caritas che li incontrano quotidianamente per un sorriso, una parola di speranza, un pasto caldo e, in questo periodo, per indumenti e coperte per ripararsi dal freddo.

Una vita di stenti incline a spegnersi velocemente. Qualche giorno fa il rinvenimento di uno di loro, deceduto in solitudine, in uno sottoscala. Il secondo a distanza di un mese. I primi di dicembre un giovane indiano era stato trovato senza vita all’interno di un gazebo in centro città.

L’accoglienza notturna

Dal 2024 il Comune di Reggio ha messo a disposizione una struttura (l’ex scuola dell’infanzia Giovanni Pascoli) per offrire un posto letto e un’accoglienza notturna.

L'ingresso per gli ospiti è previsto ogni giorno dalle 19 alle 22.30 con permanenza fino alle 7 del mattino.

L'Unità di strada è impegnata per il sostegno complessivo alle persone fragili che dall'accoglienza notturna si estende fino all'assistenza sociale e al supporto per i servizi sanitari.

I posti nella struttura sono (solo) 15 e non sono sufficienti. Anche se sono anche tanti coloro che per scelta restano per strada, tanti altri non trovano disponibilità e neanche più tentano. In questi giorni di particolare freddo il Comune ha rafforzato l'accoglienza notturna mettendo a disposizione, in via temporanea ed emergenziale, anche (l’inutilizzato) Urban Center. 

L’incontro a Casa di Lena 

Uno sguardo attento e premuroso su queste marginalità, che sono anche quelle vissute da chi pur non vivendo per strada, affronta quotidiane condizioni di estrema povertà, è quello dei volontari e della volontarie dell’help center La Casa di Lena di Reggio Calabria. Istituito nel 2015 quale sede dell’osservatorio nazionale sul Disagio e della Solidarietà nelle stazioni italiana, è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 11 e mercoledì e giovedì dalle ore 15:30 alle ore 17:30. Ogni giorno si offrono una bevanda calda e servizi di orientamento e ascolto

La casa di Lena è animata dalla Caritas, da sempre impegnata a assicurare un pasto caldo e a fornire coperte e indumenti invernali alle persone che si trovano a vivere per strada. 

Il calore di un pasto e di un sorriso

Tra i volontari che prestano servizio c’è anche Marilena il cui racconto ci porta nella zona Sud di Reggio Calabria, dove ogni lunedì e ogni venerdì con gli altri volontari della parrocchia del Sacro Cuore consegna 40 pasti caldi.

«Il punto di ritrovo nel tempo è diventato la zona dell’ex mercato Girasole su viale Messina. Noi volontari della chiesa del Sacro Cuore ogni lunedì e ogni venerdì alle ore 15:30 cuciniamo e prepariamo i pasti e alle 18 siamo lì per distribuirli.

E infatti il lunedì e il venerdì aspettano noi mentre gli altri giorni della settimana, attendono i volontari della Candelora, che prestano il nostro stesso servizi. Così garantiamo tutte le sere un pasto caldo e una presenza amica. Ci sono persone senza fissa dimora, per lo più sole e di altra nazionalità. Ma la maggior parte delle persone che incontriamo sono famiglie reggine indigenti.

Un piccolo contributo, il nostro, che tuttavia per queste persone è un gesto di vicinanza concreta», racconta ancora Marilena, volontaria della chiesa del Sacro Cuore.

L’ex Girasole e l’abbandono che incontra la marginalità

Il posto divenuto spontaneamente punto di ritrovo per questo incontro, l’ex mercato Girasole, è particolarmente paradigmatico di una condizione di forte marginalità.

La struttura in questione è di proprietà comunale e versa da anni in stato di assoluti incuria e abbandono. Il Comune sta tentando invano di venderlo all’asta ma senza successo. Dunque questa imponente struttura negli anni è stata abitata da molti che casa non hanno. L’episodio del fuoco acceso (per scaldarsi) che qualche sera fa ha destato preoccupazione nel quartiere è sintomatico di questa condizione di abbandono in cui si riversa anche chi vive ai margini della società.

Ma quella struttura degradata e fatiscente campeggia lì da anni piena di rifiuti. Il mancato utilizzo l'ha resa riparo di fortuna.

Le persone senza fissa dimora e in condizioni di povertà estrema o marginalità necessitano di politiche dedicate e adeguate. Il prezioso contributo del volontariato sia di supporto e non in sostituzione di quello istituzionale.

Nella direzione di politiche mirate ed efficaci si muove un progetto di Censimento Istat ad hoc che investe anche la città metropolitana di Reggio Calabria.

"Tutti contano” a Reggio Calabria

Il 26, 28 e 29 gennaio 2026 avrà luogo una rilevazione sulle "Persone Senza Dimora" nelle 14 città metropolitane (tra cui anche Reggio Calabria), nell’ambito di un progetto del Censimento Istat che ha l’obiettivo da fare luce sui numeri ma soprattutto sulle storie delle persone che vivono in strada.

La rilevazione, scandita da una “conta notturna” delle persone che vivono per strada o accedono a dormitori e strutture di accoglienza, seguita da un’indagine campionaria tramite alcune interviste, è coordinata dalla Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora fio.PSD attraverso una rete di 22 coordinatori metropolitani, 180 Responsabili, in collaborazione con i Comuni.

Le attività di rilevazioni sul campo si avvarranno della sinergia tra enti locali, università, servizi sociali e associazioni di volontario con il coinvolgimento attivo della cittadinanza.

I volontari e le volontarie, studenti, cittadini, operatori sociali, e chiunque voglia diventare parte attiva, cammineranno nei quartieri insieme ad operatori esperti, per osservare, incontrare e, soprattutto, ascoltare chi vive senza casa.

A una pratica di attivismo civico è, dunque, la chiamata della campagna di reclutamento di volontari dalla denominazione emblematica "Tutti contano", per sottolineare come dietro ogni dato raccolto ci sia una storia da ascoltare, una persona da non lasciare più sola e da supportare nel miglior modo possibile. C'è tempo fino al prossimo martedì 20 gennaio per candidarsi e contribuire a scattare una delle 14 fotografie notturne che consentiranno di conoscere meglio la condizione di chi vive in strada, raccogliendo dati affidabili per migliorare i servizi a loro dedicati.

Contare è un atto di giustizia sociale

Essenziale sarà il contributo di migliaia di volontari e volontarie organizzati in squadre, guidate da operatori formati, con esperienza diretta sul campo, assegnati a un’area specifica della città, da percorrere a piedi o con mezzi propri (bici, scooter, auto), e coperti da assicurazione. Prevista anche una formazione obbligatoria (in presenza e/o online), in cui saranno fornite le informazioni sul progetto, le istruzioni su come si svolge la rilevazione, le linee guida comportamentali e di sicurezza.

Una grande azione collettiva per conoscere meglio il fenomeno della grave emarginazione adulta e contribuire a orientare le politiche pubbliche, pianificare i servizi e utilizzare in modo più efficace le risorse, incluse quelle europee.

Perchè una rilevazione accurata è il primo passo per affrontare la povertà estrema con strumenti concreti, visione condivisa e politiche adeguate e attente.

Perchè contare è un atto di giustizia sociale.